COMUNICATO STAMPA
SALINE DI TARQUINIA: FEDERBALNEARI LITORALE NORD E IMPRENDITORI TURISTICI E
BALNEARI BOCCIANO INTERVENTO IN SOMMA URGENZA PREVISTO DALLA REGIONE
Rischio di grave danno ad un’area ad altissima valenza ambientate e baricentro del turismo
ecologico dell’Italia centrale
Civitavecchia, 15 marzo 2021 – Nel contesto della ennesima crisi erosiva presente sul litorale delle Saline
di Tarquinia, dove già si registrano conclamati danni irreversibili all’ecosistema costiero,
Federbalneari Lazio e gli imprenditori balneari di Tarquinia si schierano contro l’intervento antropico
ed invasivo proposto dalla Regione Lazio in somma urgenza e consistente nella realizzazione di una
scogliera radente a ridosso del sottile cordone sabbioso che separa il mare dalle vasche delle Saline.
“Abbiamo già inviato una nota all’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità, Mauro
Alessandri, chiedendo di ripensare subito l’intervento di somma urgenza a difesa dell’area di pregio delle
saline di Tarquinia con barriera radente per scongiurare il grave danno ambientale – dichiara Marco Maurelli,
Presidente Federbalneari Lazio – La tecnica scelta dalla Regione ha da sempre riportato effetti negativi per i
tratti di costa interessati da questa tipologia di interventi invasivi e poco naturali”.
Per Federbalneari, infatti, l’intervento previsto dalla Regione, consistente nell’esecuzione di una scogliera
radente al tratto di spiaggia eroso per ricostruire artificialmente la duna e proteggere le retrostanti
strutture creerebbe un danno ad un’area ad altissima valenza ambientate nonché a tutt’oggi baricentro
del turismo ecologico dell’Italia centrale.
“Oltre alla preoccupazione per l’intervento in sé c’è anche un tema legato agli interventi in somma urgenza
che riteniamo deleteri per l’ambiente e per la sopravvivenza dell’intera costa come confermato peraltro dalla
collettività scientifica – prosegue Maurelli – sono noti, infatti, gli effetti secondari delle opere radenti in
somma urgenza: la difesa artificiale impedisce la formazione di una spiaggia; fondali antistanti possono
approfondirsi ulteriormente; la costa adiacente non protetta è soggetta a forte erosione; le Saline
acquisirebbero un aspetto non più naturale. Riteniamo sia fondamentale dunque ripensare al più presto il
modo di difendere il tratto delle Saline con uno sguardo all’intera costa in modo programmato e con
intervento immediato”.
“Esprimiamo forte preoccupazione a nome delle imprese turistiche balneari di Tarquinia Lido, le quali sono
molto preoccupate da questa idea poco razionale di difendere un’area protetta come le Saline, vera
ricchezza del territorio, attraverso un intervento artificiale così invasivo con conseguenze negative che
andrebbero anche a riverberarsi impattando anche sul tratto nord della costa e che potrebbe dunque
causare un doppio danno ambientale al territorio”. – sottolinea anche Marco Marzi imprenditore e
coordinatore Federbalneari di Tarquinia.
L’ecosistema di tutela delle saline e il tratto di spiaggia adiacente vedrebbero entrambi un incremento ed
accelerazione dei fenomeni erosivi già presenti con danni incalcolabili per la stagione turistica ormai alle
porte. La preoccupazione riguarda, soprattutto, il cambio repentino delle correnti che si genererebbe,
mediante la costruzione invasiva di questa opera radente, da pietre gettate in modo grezzo a difesa del tratto
delle saline e senza alcuna logica per il trasporto di sedimento, dicono dall’ufficio tecnico di Federbalneari.
Federbalneari Litorale Nord, sostenuta anche da Assotour e dalle stesse imprese turistiche di Tarquinia
Lido, ha già inviato alla Regione una proposta alternativa dallo spirito fortemente “green” a tutela
dell’intero tratto costiero a partire dalle Saline sino alla Foce del Marta che non comporterebbe alcun
ulteriore aggravio di costo oltre alle somme stanziate e i cui benefici potrebbero essere estesi anche
all’intera costa per circa 6 km e non solo su un tratto.
Federbalneari Lazio
Relazioni istituzionali
Federica Abatelli
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