Palazzo Madama. E' in discussione in Senato la sdemanializzazione , che potrebbe trovare un ipotesi di accordonella trasformazione da vendita degli immobili a diritto di superifice per un periodo di 50anni.
Questo è l'emendamento già presentato in proposta da Forza Italia e dal Nuovo Centro Destra, anche la Lega sembra d'accordo su questa posizione, mentre l'estrema sinistra del PD è contraria, infatti per voce dell'On. Armando Cirillo sembrerebbe che vogliano riproporre una Legge Delega, che naturalmente non sposa le nostre idee.

 

C’è una nuova ipotesi che possiamo considerare di equilibrio tra la posizione di rottura del Pd e la totale disponibilità del Pdl:  approvare una norma che sia delega al Governo per la riscrittura di una Legge Quadro sul Demanio, sulla scorta della Comunitaria 2010.   Tale provvedimento  andrebbe a includere con assoluta chiarezza  la  previsione di sdemanializzazione con l’attività svolta secondo i criteri dell’emendamento PDL . Se si riuscirà a trovare equilibrio e intesa tra il  Vice Ministro all’Economia  Fassina, il Sottosegretario Casero ed il Governo,  questa forse potrebbe essere la soluzione.  In alternativa resta in piedi il braccio di ferro tra i due schieramenti partitici di maggioranza

 

 

 

 

Nel corso della Conferenza Stampa organizzata in Senato dagli esponenti del Pdl viene fatta chiarezza sulla “vendita delle spiagge”: l’oggetto della vendita non sono gli arenili, ma quelle aree che non rivestono più i caratteri della demanialità. Poi la proposta di Federbalneari Italia: destinare il 20 % degli introiti a favore dei Comuni per la qualificazione ambientale del sistema delle coste.

Senato. Presenti in Conferenza stampa a Palazzo Madama diversi  rappresentanti del Pdl: Brunetta, Gasparri, D’Ali, Pizzolante, Abbrignani,  Prisco, Paolo Romani.   Nel corso della Conferenza è stato riconfermato,  con molta determinazione, l’emendamento che rappresenta una questione prioritaria ed economica che muove 5-6 miliardi di euro e che mette in moto un volano di almeno altri 10  miliardi nel sistema turistico.  L’On. Pizzolante ripercorre l’iter della manovra economica, risultato di un lavoro di diversi mesi, nato da una proposta del Governo, evidenziando, dunque, il comportamento schizofrenico del PD che prima ha condiviso il progetto illustratoci dal Sottosegretario Baretta e poi lo ha cannibalizzato la proposta ritirando i due emendamenti  ieri mattina, presentati dal Pd e che potevano essere il filo  delle larghe intese. La questione della sdemanializzazione sarà un braccio di ferro tra i partiti di maggioranza, partita  che Federbalneari Italia intente affrontare con una nuova proposta:  prevedere una quota del 20% degli  introiti a favore dei Comuni per la riqualificazione ambientale dell’intero sistema turistico,  non solo quello impegnato dagli stabilimenti.

Resta la questione dei canoni, e soprattutto l’emergenziale caso dei pertinenziali,  che verranno trattati  in modo parallelo con altri emendamenti prossimamente in discussione in Commissione Bilancio.

Lo stesso Senatore Gasparri, primo firmatario dell’emendamento, chiarisce che “Non sono le spiagge ad essere messe in vendita, ma ma quelle aree che non rivestono più i caratteri della demanialità”. Anche Renato Brunetta interviene:” si tratta di una di quelle misure virtuose e positive che creano gettito per lo Stato e che vanno a finanziare  gli investimenti nel settore turistico. Questa operazione, che gli economisti chiamano “Win, Win, Win”, vincono tutti, anche gli Istituti di Credito che andrebbero a generare un moltiplicatore economico con il meccanismo dei mutui”.

 

 

 

 

L’incontro di oggi ha visto protagonisti numerosi esponenti  del mondo delle istituzioni, invitati al Convengo  organizzato dai concessionari pertinenziali all’Hotel Nazionale di Montecitorio.  Federbalneari Italia  ha avuto modo di esprimere la soluzione presentata al Governo con l’On. Pizzolante, che ha confermato la preparazione di due emendamenti  targati PDL. Il primo, con qualche piccola limatura, è quello che riguarda   la sdemanializzazione, già inoltrato a tutti, operazione che deve essere condotta in modo centralizzato dal Governo.  Il secondo emendamento dovrebbe andare a risolvere l’emergenza pertinenziali, ma non andrà a rivoluzionare la normativa generale sui canoni che, a detta dell’On. Pizzolante, richiederà un processo più lungo non risolvibile in questi gironi. L’emendamento Salva Pertinenziali dovrebbe, dunque, contenere non una soluzione strutturale come chiede Federbalneari, Italia ma un provvedimento tampone contenente l’abrogazione della  Legge Prodi, ovvero la Finanziaria 2007, poi  un canone minimo di € 2.000  e la copertura minima di € 4000/5000 per le concessioni che non hanno altri obblighi concessori ( oneri che ottengono da altre  attività: bar, servizi etc.).  E’ infine stata   inserita una sanatoria che dovrebbe risolvere tutti i contenziosi in corso con un pagamento del 30% del canone, ciò permetterebbe di chiudere la questione dei contenziosi. E’ stato suggerito alle Istituzioni, per risolvere definitivamente questa partita,  di applicare il Diritto alla retroattività a  tutti i concessionari che dal  2006 hanno subito un aumento del canone del 300%. Resta il problema ancora delle decadenze che vanno interrotte. L’emendamento contenente queste disposizioni, dovrà essere  presentato, entro sta sera,  dai senatori  Maurizio Gasparri e Federica Chiavaroli.

Riguardo  invece l’emendamento che verrà presentato dal Pd risulta dalle parole della Senatrice Granaiola, una posizione  di ulteriore proroga, con delega delle competenze alle Regioni, ma senza una soluzione definitiva e strutturata.

 

 

  

 

 

 

 

I Gruppi parlamentari di Camera e  Senato del PD hanno elaborato un documento sul tema delle concessioni balneari  e dei cosiddetti pertinenziali da sottoporre al Governo in vista della discussione parlamentare sulla Legge di Stabilità. Per discutere del testo  è stato convocato un incontro  per  giovedì 31 ottobre alle ore 15.00 presso la Camera dei deputati.

 

 

 

  

Crisi economica e cattivo tempo, hanno fatto registrare  per l’estate 2013 un calo della vendita di cabine, circa il 30 %, nonostante i prezzi siano stati ridotti del 20% rispetto all'anno scorso. Un dato che deve far riflettere gli imprenditori balneari, perché non sono solo questi fattori a determinare il calo di fatturato. Il modello di turismo balneare romano va messo in discussione, in quando deve dovrà necessariamente affrontare nuove trasformazioni. Il nostro sistema turistico è ancora troppo rivolto alle famiglie e agli ospiti italiani, oggi non siamo ancora pronti all’accoglienza internazionale.   Non è dunque  un problema di invenduto, né di crisi, è un problema di prodotto non più esigibile, che non piace più e non ha appeal. Le cabine venivano storicamente vendute alle famiglie, ma ormai le vacanze si fanno divisi e sono diventate un prodotto superato.

 

L’economia  del mare ha bisogno di cambiare marcia, di seguire i nuovi trend turistici, ed approcciarsi ai mercati internazionali, non può più solo rivolgersi ad un target domestico, sfruttando la possibilità di avere Roma alle spalle. Il punto è possiamo noi cambiare la nostra offerta turistica? A incontrare qualità nei trasporti, nei servizi pubblici? C’è bisogno di più libertà, più competizione, più servizi alternativi. Altrimenti qual è l’alternativa? La mediocrità. Con le sue contraddizioni interne,  il mare di Roma  non riuscirà mai a  risolvere il suo percorso incompiuto. La risposta, e soprattutto, la direzione in cui tutti gli operatori della filiera turistica devono tendere, non solo i balneari ma anche gli albergatori ed i commercianti, è Distretto Turistico Balneare, la nuova frontiera dell’economia del mare, che legittima  le modalità  di approccio ai  i nuovi  e grandi investimenti, con agevolazioni finanziarie, amministrative e fiscali. Il Distretto Turistico e Balneare del Secondo Polo Turistico di Roma Capitale è stato approvato con il Decreto del 13 marzo dalla Presidenza del Consilgio dei Ministri.   Roma dunque, può rappresentare il primo distretto turistico balneare in Italia, e fare da apripista ad una rivoluzione che andrà compiuta su tante coste italiane. Perché il turismo è un consumo di massa, ma ciò non deve significare che deve essere mediocre, senza qualità en soprattutto casuale.   I turisti internazionali non dovranno più passare al mare di Roma per caso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mondo degli operatori balneari sta attualmente affrontando una fase di delicato cambiamento di cui le questioni più urgenti da risolvere sono le seguenti:

 

1)      L’attuazione della Direttiva Servizi, conosciuta come Bolkestein, con la determinazione di criteri, modalità e competenze regionale.

2)      La determinazione della risoluzione dei canoni demaniali marittimi.

 

Partendo dal secondo punto, la questione del riequilibrio dei canoni demaniale  è  in fase di risoluzione con un provvedimento che la Camera dei Deputati dovrebbe approntare per la fine di luglio.  L’On. Silvano Moffa  Presidente dell’VIII Commissione, si è impegnato a presentare, infatti,  entro la fine di questo mese il Disegno di Legge  in sintonia con le Associazioni  di Categoria e con le forze politiche, Pdl, Pd, Udc ed altre.  La proposta prevede una sola aliquota che indica facile,  difficile  e pertinenza tutti allo stesso valore, fermo restando il valore dell’arenile alla vecchia quotazione. L’introito per lo Stato è fissato  a 120 m/€, cioè 20 % in più di  quanto introitato negli ultimi 3 anni.

 

Riguardo al punto uno, le posizioni delle rappresentanze degli operatori balenari sono ancora divise:

il 70 % vorrebbe la deroga alla Direttiva Bolkestein, il 30% non vuole certo una gara, ma un evidenza pubblica che consenta al Governo Italiano di rispettare i criteri della Comunità Europea e sostenere l’attuale struttura della Piccole e Media Impresa, per motli  casi a  conduzione familiare, dei concessionari.

Riguardo alla Deroga alla direttiva Bolkestien, le rappresentanze degli  operatori balenari si sono  presentate il 19 giungo a Bruxelles per incontrare  la Commissione per il Mercato interno dell’UE, ma il tavolo  non ha avuto gli esiti sperati poiché la Commissione UE ne ha respinto seccamente istanze e motivazioni.

 

FederBalneari ha prontamente inviato invece al Ministro al Turismo Gnudi una proposta ( vedi nota in alegato) che si articola sull'idea del “sotto soglia” di canone a partire da un tetto massimo di valore economico (molto alto e definibile in euro 40.000,00) con la definizione di un piano valorizzazione diretto al "miglioramento della qualità  “del bene in concessione". Tale proposta definirà una durata della concessione di circa 10 anni.

 

 

Il Ministro del Turismo e degli Affari Regionali On. Piero Gnudi ha dichiarato recentemente di aver  pronto il decreto sul post 2015 per le concessioni demaniali marittime italiane che il Governo avrà il compito di definire entro e non oltre il termine ultimo del 31 marzo 2013, in virtù del mandato conferitogli dalla Legge Comunitaria 2010.

 

FederBalneri sta lavorando ad una soluzione complessiva che possa mettere d’accordo tutte le rappresentanze di categoria e per questo è opprotuno effettuare  un’ulteriore valutazione che si basa su  un concetto fondamentale: l’elemento che deve andare all’evidenza pubblica è l’arenile, ovvero la proprietà demaniale, più alcune parti di murature che sono state incamerate dallo Stato. Ma l’azienda resta di proprietà del concessionario: parti mobili, cabine mobili, strutture mobili, l’organizzazione aziendale, il know how degli imprenditori e delle risorse umane, il marketing, la fidelizzazione del cliente e  le modalità lavorative.

Se il concessionario perderà la propria azienda per effetto dell’evidenza pubblica, dovrà essere indennizato del valore commerciale dell’azienda.  A tal fine il legislatore dovrebbe esssere consapevole che a bando non andrà solo l’arenile, ma l’azienda che avrà un significativo  valore diverso da  indennizzare, in funzione del proprio fatturato.

 

Se il Ministro riuscirà acodificare il valore commerciale dell’azienda e garanitre la buona uscita ai concessionari  per effetto dal bando di gara,  il problema   si potrà  considerare risolto.

 

 

  

Nel corso della Giornata dei Partners di Assobalneari Roma – Federbalenari Itlaia,  si torna a  parlare di  Bolkestein e di Europa. Presente il Vice Presidente del Parlamento Europeo,  Roberta Angelilli alla quale  Renato Papagni rivolge un appello,  consegnando la Petizione di Federbalneari Italia: l’Ue faccia rispettare le leggi italiane

Concessioni Pluriennali e Leggi n° 494/ 93 e 296/2006  FederBalenari Italia ha in casa le soluzioni  per risolvere i paradossi della Direttiva Bolkestein, della competività  internazione e del mercato unico, principio cardine dell’Unione Europea. Serve ora solo un passaggio, il confronto con chi rappresenta l’Europa. A questo ci ha pensato il Presidente Papagni che nel corso della Gironata dei Partners di Roma,  alle prese con gli sviluppi del Waterfront insieme al Sindaco Gianni Alemanno, non ha perso di vista la questione nazionale, invitando l’europarlamentare europeo Roberta Angelili ad aprire un confronto con il Commissario al Mercato interno Barnier ed i parlamentari di Strasburgo.

Consegnata la petizione elaborata dal’area legale di Federbalenari Italia che cerca di spiegare, oltre i confini nazionali, che in Italia un legge che disciplina le procedure per le modalòità dia giudicamento  e rinnovo dele concessioni c’è, è già prevede l’evidenza pubblica:

 

Questa legge - spiega il Presidente di Federbalenari Italia  Papagni- si ispira all'art. 18 del regolamento del codice della navigazione, per questo chiediamo al Governo italiano di rispettare una legge che c'e da 50 anni e di applicare la Direttiva Bolkestein in funzione dei business plan e degli investimenti che verranno presentati.

 

Entrando nei ndettagli dell’atto normativo, Lart. 03, comma 4bis, della legge n. 494/1993, introdotto dallart.1,comma 253, della legge n. 296/2006, stabilisce: le concessioni di cui al presente articolo possono avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in ragione dell'entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni.

  

A tal fine Federbalneari Italia chiederà all'Europa, con una petizione, consegnata direttamente al Vice  Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelili,  di imporre al nostro paese di rispettare le leggi in vigore, altrimenti sarà la stessa Italia  a cadere, nell'arco di 6 mesi, nuovamente in procedura  di infrazione.

 

 

Messaggio che l’On. Angelili raccoglie, condividendo la posizione dell Federazione Nazionale dei Balneari,

anche sui nuovi progetti di sviluppo per il turismo balneare: Serve un confronto costruttivo, per rendere l’Europa partcepe di questi nuovi progetti, come il Waterfront. L’Unione Europea è a favore di di grandi investimenti, e saranno propri questo tipo di attività a risolvere la questione della Direttiva Bolkestetin. Dichaira il Vice Presidente del Parlamento Europeo.

 

Il Waterfront  di Roma fa di apripista a una nuova stagione di sviluppo per il turismo balneare, o si cambia o si muore, ragionamento che non vale solo per il Mare di Roma ma per l’intero comparto turistico balneare.

FederBalneari Italia, infatti, propone al Governo di permettere agli operatori balneari che presenteranno un nuovo business plan entro il termine del 2015, di beneficiare della concessione demaniale da 10 fino a 30 anni, in funzione degli investimenti previsti nel piano, compresi, ovviamente, le opere esterne alla concessione, ovvero gli interventi pubblici ed i piani ambientali ( strade, lungo mare, ripascimento costiero, piani di sviluppo urbanistico, piani della costa, opere pubbliche comunque inserite nei piani turistici).

 

Coclude il Presidente Papagni: la chiave per risolvere la Bolkestein è rivoluzionare  i Distretti Turistici balneari con nuovi scenari di città. Solo rinnovando l’attuale offerta balneare, saremo in grado di attrarre il nuovo.

 

  

Con una nuova mossa la Federazione Nazionale dei Balneari scavalca il Governo chiedendo alUE, per mezzo di una petizione, di far rispettare le leggi 494/ 93 e 296/2006 che gia' disciplinano il comparto turistico balneare. Tra le proposte: rinnovo per 30 anni in relazione agli investimenti, evidenza pubblica per il restante 65 % delle coste italiane e allineamento dell'Iva al 10 %.

Balnearia 2013. Si è tenuta questa mattina alle ore 11:00 nella Sala Stampa di Carrara Fiere la Conferenza Stampa dal titolo Una petizione per lEuropa che FederBalneari Italia ha deciso di convocare per porre al centro del dibattito i rapporti del Governo italiano con lUE, ed il futuro, rimandato al 2020, delle imprese balneari.

Unoccasione importante per il confronto e lanalisi delle problematiche del comparto turistico balneare che,  secondo la Federazione Nazionale dei Balneari, non si possono risolvere chiedendo al Governo di uscire dalla Direttiva Bolkestein, ovvero  non applicare l'art. 12 della Direttiva n. 2006/123/CE.

 

La soluzione che FederBalneari Italia ha presentato ai media  sintetizza le istanze degli imprenditori balneari in funzione della politica europea di liberalizzazione e delle richieste di Bruxelles: far partire le procedure di evidenza pubblica fin da subito solo per le aree non in concessione, e di valorizzare, invece, il sistema di imprese che già sono sul mercato, permettendo loro di investire e restare competitive, con dei business plan da completare entro il 2015.

Ma c’è anche unaltra strada per salvare il comparto turistico balneare di cui è lo stesso Governo italiano il principale responsabile. Chiedere allUE di far rispettare le leggileggi 494/ 93 e 296/2006  per mezzo di una petizione che potrebbe far tornare la stessa Italia in infrazione, qualora non dovesse rispettare le norme in vigore.

Non possiamo aspettare che sia il Governo, ancora non formato, vada a rappresentare in Europa gli interessi degli imprenditori balneari, ci andremo direttamente noi, con lo strumento della petizione.- spiega il Presidente Renato Papagni.  L'Unione Europa, infatti, evidentemente  non è' a conoscenza del fatto che c'è già una legge in Italia che disciplina il settore balneare rispettando i principi del libero mercato:  Lart. 03, comma 4bis, della legge n. 494/1993, introdotto dallart. 1, comma 253, della legge n. 296/2006, stabilisce: le concessioni di cui al presente articolo possono avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in ragione dell'entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni.

 

Questa legge - spiega il Presidente Papagni- si ispira all'art. 18 del regolamento del codice della navigazione, per questo chiediamo al Governo italiano di rispettare una legge che c'e da 50 anni e di applicare la Direttiva Bolkestein in funzione dei business plan e degli investimenti che verranno presentati.

 

Per questo Federbalneari Italia chiederà all'Europa, con una petizione, di imporre al nostro paese di rispettare le leggi in vigore, altrimenti sara' la stessa Italia  a cadere, nell'arco di 6 mesi, nuovamente in procedura  di infrazione.

 

C'e' anche un'altra questione di fondamentale importanza per Federbalneari: l'allineamento dell'Iva al 10 %.

Il regime dellIVA previsto a livello nazionale, infatti, costituisce quanto meno unanomalia, se non addirittura una contraddizione, poiché invece di garantire competitività al settore, ne colpisce la crescita.

 

A differenza, infatti, degli altri segmenti imprenditoriali coinvolti nella filiera turistica (alberghi, campeggi, villaggi turistici, pubblici esercizi, eccetera) che scontano unaliquota IVA del 10 per cento, il comparto balneare viene assoggettato allaliquota ordinaria, pari al 21 per cento.

 

Un principio che appare discriminante, nel momento in cui la stessa normativa di regolamentazione del settore turistico (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79) ha riconosciuto lazienda balneare quale impresa turistica a tutti gli effetti.

 

 

 

Il maxi-provvedimento contiene nell’art. 19, la sospensione del pagamento dei canoni fino al 15 Settembre 2013. Previsto, invece, per i primi di settembre,  il “Decreto del Fare 2”, che conterrà invece le nuove regole sulla determinazione del canoni demaniali.

 

 

 

Sì definitivo dell'Aula della Camera al Decreto del  Fare. Il testo è stato approvato con 319 sì, 110 no e 2 astenuti. Mercoledì il dl era passato in Senato. Il maxi-provvedimento contiene nell’art. 19 , la sospensione dei p pagamenti  dei canoni per le concessioni demaniali marittime fino al 15 Settembre 2013. Previsto, invece, per i primi di settembre,  il “Decreto del Fare 2”, che conterrà, invece, le nuove regole sulla determinazione del canoni demaniali.

 

 

 

Il Presidente Renato Papagni: “siamo molto soddisfatti di questo provvedimento, che inserisce il comparto turistico balneare all’interno dei settori in cui sono previste misure di crescita, come il sostegno del flusso del credito alle imprese.  Tra gli obiettivi del Decreto, anche lo snellimento della burocrazia. In questi termini il mondo balneare, e la stessa legge, sono ancora indietro.  Federbalneari Italia sta lavorando per inserire  già nel prossimo provvedimento,” il Decreto del Fare 2”, previsto per i primi di settembre, la proposta di Determinazione dei Canoni Demaniali, azione condivisa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Sotto Segretario Paolo Baretta, sta tenendo il Tavolo in merito  alle questioni del Demanio Marittimo. Semplificazione normativa e chiarezza di interpretazione sono la base per la stabilità e la crescita del comparto turistico balneare”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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