25 Feb 2014

 

 

 

Con un piano turistico, la risoluzione ideologica delle resistenze partitiche, ed una riforma che disciplina il demanio, sarà più facile dialogare con l'Europa. Il Presidente Papagni. “Ma ora che i balneari sono tutti uniti, e' il Governo Italiano che deve superare le sue  contraddizioni interne.

Il semestre europeo è vicino, e sembra accorciare le distanze tra Bruxelles e Roma. A breve  potrebbe aprirsi una sessione di consultazioni tra gli stati membri e gli operatori del settore turistico balneare, con il fine di risolvere le questioni che frenano gli operatori, negli investimenti e nell'animo. L'On. Angelilli invia dall'Europa ai balneari riunitisi a Carrara Fiere in occasione di Balnearia, un messaggio di apertura, l 'Europa ascolta ma sarà fondamentale, anche in occasione delle elezioni, la capacità di rappresentanza della politica italiana.

 

"Per questo Federbalneari Italia scrive al nuovo Premier Matteo Renzi,  spiega il Presidente Renato Papagni- perché se c'è la volontà politica, si prospetta il momento giusto per risolvere le questioni - continua il numero uno dei balneari - “E’ la politica che deve superare le contraddizioni ideologiche radicate nei partiti, e ci sono tutte le premesse con il nuovo Governo, per riformare il settore con una legge quadro sul turismo".

 

Così Federbalneari Italia scrive al Presidente del Consiglio, da indiscrezioni risultata infatti che dovrebbe essere proprio l'ex segretario del Pd a tenere i rapporti con l’Unione Europa, al fine  di fissare  un incontro e indicare quali sono gli asset, normativi ed economici sui cui impostare un piano di crescita turistica. Il provvedimento dovrà contenere la riforma della disciplina del demanio marittimo, prevista entro maggio 2014, dovrà indicare qual'è la chiave per la sintonia con l'Europa, e poi un piano promozionale per rilanciare le località balneari italiane.  

 

Chiusi nella lotta sindacale per difendere le imprese, i rappresentanti del settore balneare  hanno tralasciato le funzioni più strategiche che la politica dovrebbe assolvere, quale il rilancio del turismo balneare italiano, il mito della  vacanza degli anni 70' è tramontato, e serve una rivoluzione del settore, con il rinnovamento di un offerta balneare ormai  superata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Federbalneari Italia chiede al Premier Matteo Renzi di lavorare a un grande piano di sviluppo turistico e promozione internazionale in cui mettere a sistema le eccellenze turistico balneari del nostro Paese: dalla Sicilia alle 5 Terre, passando per il Salento, la Costiera Amalfitana, le spiagge di Lignano Sabbie d'oro.

 

Il futuro del settore infatti dipenderà soprattutto dalla capacità delle imprese di entrare nei mercati turistici internazionali.

 

Con un piano turistico, la risoluzione ideologica delle resistenze culturali insite nelle sedi di partito, ed una riforma che disciplina il demanio, sarà più facile dialogare con l’Europa, spiegare che la Direttiva europea non è applicabile tecnicamente al contesto del nostro paese, ma la nuova rappresentanza politica italiana dovrà battere i pugni a Bruxelles. Conclude il Presidente  Renato Papagni:” Altrimenti, se ciò non avverrà, alle “Aste", ci porteranno proprio i sindacati nazionali balneari, con le loro battaglie di retroguardia”.

 

 

 

 

 

contraddizioni interne.   

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

La trattativa tra Governo ed Unione Europa per l’applicazione della Direttiva Bolkestein non è certo  risolta, ma una certezza è evidente: nel Convegno di Ardea sono tutti d’accordo, rappresentanti politici, giuristi ed operatori balneari insieme per risolvere il problema del settore turistico balneare. Dalla Commissione Europea, nella quale l’On.  Roberta Angelilli sta lavorando sulla petizione presentata da Federbalneari Italia, arrivano segnali di apertura. “Per la prima volta la Comunità Europea ha espresso comprensione per la difficile situazione in cui versano gli imprenditori balneari ”  afferma il Vice Presidente del Parlamento Europeo, “è una buona base di partenza”, continua l’Angelilli”, “ soprattutto per quelle imprese a conduzione familiare che si sono impegnate in investimenti ricorrendo a prestiti bancari”.

 

Ma il rischio aste, con tutte le problematiche annesse e sviscerate in tante assemblee,  le infiltrazioni  della criminalità organizzata, meccanismi disincentivanti  per gli investimenti, abbassamento di qualità e competizione produttiva, non è l’unica questione affrontata all’Assemblea Unitaria dei Balneari ad Ardea. 

 

 

 

Bisogna riformare l’intera disciplina del Demanio Marittimo, e l’On. Sergio Pizzolante, lo proclama alla platea ricordando tutti i passi della Legge di Stabilità 2014, i risultati raggiunti e quelli mancati per lo scollamento delle larghe intese a dicembre,” La prossima settimana sarà pronta la bozza del disegno di legge che fisserà la data, il 15 maggio, per la Riforma del Demanio Marittimo”.

 

Dubbi e perplessità da parte di Federbalneari Italia sulla risoluzione del breve termine se prima non verrà superata una contraddizione tipicamente italiana.

 

Il Presidente Renato Papagni tiene a sottolineare che il problema non è né nella divisione tra rappresentanze balneari, né nell’applicazione italiana di una direttiva europea, sulla quale c’è comunque da lavorare bene, la divisione è nel Governo italiano: “E’ la politica che deve superare le contraddizioni ideologiche radicate nei partiti, la legge di Stabilità ha dato prova  della divisione culturale che emerge quando si affrontano le questioni legate alle spiagge”. La pensa allo stesso modo l’Europarlamentare Susi De Martino che spiega come  da anni  si ci nasconde dietro all’Europa, mentre non si tende a considerare che la stessa Direttiva Bolkestein è stata firmata da rappresentanti politici italiani, quali Mario Monti, Nicola Zingaretti, Pierluigi Bersani, Ignazio La Russa, Enrico Letta.

 

 

 

Pare che il problema sia radicato proprio nelle scelte della rappresentanza politica italiana e non nelle direttive della Comunità Europea, anche perché sono in molti a pensare che la legge Bolkestein è superabile tecnicamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Avvocato Righi è pronto a scommettere che la Direttiva Europa  non mette a rischio il futuro delle imprese balneari, per un principio vecchio come il codice della navigazione, ed espresso precedentemente anche da Federbalneari Italia: che c'è già una legge in Italia che disciplina il settore balneare rispettando i principi del libero mercato:  L’art. 03, comma 4bis, della legge n. 494/1993, introdotto dall’art. 1, comma 253, della legge n. 296/2006, stabilisce: “le concessioni di cui al presente articolo possono avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in ragione

 

dell'entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni”. Questa legge si ispira all'art. 18 del regolamento del codice della navigazione.

 

 

 

Nel comparto balneare sono molte le ipotesi per l’interpretazione della Direttiva Europea, riemerge anche la proposta,  presentata da Federbalneari Italia in tempi non sospetti,  di applicazione della Bolkestein per il 65% delle coste italiane,  ovvero quelle sulle quali ancor non sono state avviate imprese turistico balneari.  L’Italia è l’unica penisola in Europa che si sviluppa su 7458 km di costa, ma l’Italia è anche l’unico Paese in Europa che sulla base di questa immensa fortuna, non ha ancora  individuato, attraverso le competenze degli Enti Regionali, le aree costiere dove programmare ed investire in infrastrutture e turismo.

 

Forse  il  problema non è a Bruxelles, ma dunque dentro casa nostra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19 Dec 2013

 

 

 

Di segutio il testo dell'emendamento che riguarda le strutture amobili:

La Commissione

Approvato

Dopo il comma 20, aggiungere il seguente:

        «20- bis. Al fine di fronteggiare il grave stato di crisi del settore turistico balneare e nelle more del procedimento di revisione del quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni di beni demaniali marittimi lacuali e fluviali con finalità turistico ricreative e sportive, i canoni, determinati ai sensi dell'articolo 03, comma 1, lettera b), del decreto-legge n. 400 del 1993, applicabili alle sole utilizzazioni per finalità turistico ricreative, sono incrementati nella misura del 3 per cento per le concessioni in essere alla data di approvazione della legge di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194 convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25 e successive modificazioni, che utilizzino manufatti amovibili cui alla lettera e.5) dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, testo unico in materia edilizia. I concessionari possono mantenere installati i predetti manufatti fino alla scadenza della concessione, senza necessità di nuova istanza. I manufatti dovranno comunque essere rimossi alla data di scadenza della concessione, permanendo solo per il periodo di durata della stessa


 

Questo il testo dell'altro emendamento in tema di piccoli alberghie e prevenzioni incendi

1.0.3

La Commissione

Approvato

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Prevenzione incendi nelle strutture ricettive)

        1. Il termine stabilito dall'articolo 15, comma 7, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, per completare l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi, è prorogato al 31 dicembre 2014 per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti letto esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno del 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994 che siano in possesso dei requisiti per l'ammissione al piano straordinario biennale di adeguamento antincendio, approvato con decreto del Ministro dell'interno 16 marzo 2012.

        2. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanarsi entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, si provvede ad aggiornare le disposizioni del decreto del Ministro dell'interno del 9 aprile 1994 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e 1'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere", semplificando i requisiti prescritti, in particolare per le strutture ricettive turistico-alberghiere fino a 50 posti letto».

 

 

 

L’incontro a Palazzo Chigi ha visto presenti, insieme al’On. Pizzolante che segue il tema delle spiagge per il Nuovo Centro Destra, tutte la rappresentanze di categoria, con le quali, inspiegabilmente,  si è ritrovato un clima di fattiva collaborazione e serena sintonia. Successivamente alla relazione introduttiva dell’On. Pizzolante, è stato individuato nella persona di Lardinelli, il delegato ad esporre il quadro della situazione del comparto balneare al Vice Premier. Dopo l’esposizione del Presidente della FIBA, Mussoni ha voluto aggiungere il suo punto di vista per poi lasciare la parola al Presidente di Federbalneari Italia Renato Papagni che ha chiuso gli interventi chiedendo alla politica di prendere una decisione definitiva nei confronti del sistema balneare.

L’On. Alfano si è mostrato fin da subito molto sensibile alla problematiche ribadendo che è una priorità  politica del nuovo centro destra, risolvere la questione. Il Vice Premier ha inoltre ricambiato calorosamente il saluto portato dal Presidente Papagni da parte del Ministro Lorenzin, con la quale in mattinata si erano confrontati sulle scelte del Governo in merito a tale questione.

Sul tavolo  i temi del momento, diritto di superficie per 50 anni e maxi canoni, che il Vice Premier, conferma, verranno risolti seguendo le linee guida dell’emendamento presentato alla Camera,

Riguardo al Diritto di superficie per 50 anni il Vice Premier Alfano ha garantito il massimo impegno affinchè all’interno del  Governo e nei rapporti con l’Europa, si trovi una soluzione tecnico-politica per risolvere la questione. Se non si riuscirà a farlo con la Legge di Stabilità in discussione in queste ora,  verrà approvato comunque un provvedimento per il riordino normativo, dal 2014, delle leggi che regolano  il sistema delle imprese balneari.

Conclude  infatti il Vice Premier, bisogna prima  risolvere i rapporto con l’Europa, ed il Ministro Moavero si occuperà di spiegare all’UE che tale provvedimento è finalizzato alla tutela della concorrenza: “solo garantendo la stabilità necessaria agli investimenti, si potrà aumentare la competitività delle imprese” – conclude l’On. Alfano -  “C’è infine la questione ideologica, da risolvere internamente, per evitare che come è già accaduto in Senato, ogni misura di crescita venga bloccata da preconcetti filosofici”.

 

 

 

 

Art.1

Dopo il comma 183 aggiungere i seguenti:
183-bis : “Le aree ricomprese nell’ambito del demanio marittimo oggetto di concessione per l’esercizio di attività con finalità turistiche ricreative di cui all’art. 01 Legge 4.12.1993 n. 494 ed occupate da manufatti di qualsiasi genere connessi al suolo, ivi comprese le aree occupate da strutture e attrezzature alle medesime attività asservite, sono individuate con atto ricognitivo dirigenziale dall’ Agenzia del Demanio ed escluse dal demanio marittimo, in quanto non più utilizzate per i pubblici usi del mare, con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con quello dell’economia e finanze. L’inclusione nel decreto produce il passaggio dei beni al patrimonio disponibile”.
183-ter. L’occupazione e l’uso delle aree e dei manufatti erariali, a seguito dell’emanazione del decreto di cui al precedente comma, prosegue, nella fase transitoria, in favore del titolare della concessione demaniale attuale, sino alla piena nuova attribuzione delle aree delle concessioni in oggetto. 183-quater. Le aree individuate ai sensi del comma 183-bis sono assegnate con diritto di superficie per una durata di 50 anni, con riconoscimento, a favore del concessionario attuale, del diritto di opzione, da esercitarsi entro 180 giorni dall’emanazione del decreto interministeriale di cui al successivo comma 183-quinquies. In ogni caso e fatto salvo l’obbligo in capo a quest’ultimo di garantire a chiunque l’accesso al mare e di mantenere la destinazione turistico-ricreativa esistente delle predette aree e strutture. E’ posto il divieto assoluto di esercitare il diritto di opzione per le superfici coperte realizzate in assenza dei titoli autorizzatori validi o in presenza di abusi edilizi.


183-quinquies. L’assegnazione di cui al comma 183-quater dovrà avvenire al prezzo che verrà stabilito da apposito decreto emanato dal Ministro dell’Economia e delle finanze e dal Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e le organizzazioni di settore maggiormente rappresentative sul piano nazionale. Il decreto dovrà definire inoltre regole e procedure di partecipazione alla fase di assegnazione, dei soggetti che ne faranno richiesta, fermo restante il diritto di opzione per il concessionario attuale.


183-sexies. Le restanti aree, gli arenili con ombreggi, facenti parte della medesima concessione, di cui al comma 183-bis e che rimangono demanio pubblico, allo scadere della proroga di cui al decreto-legge 18 ottobre 2012 n. 179 convertito, con modificazioni , dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, saranno oggetto di nuova assegnazione secondo i principi della concorrenza con riconoscimento del diritto di prelazione legale in favore del concessionario optante, sulla base di un piano dei servizi, con canone fisso prestabilito con decreto del Ministero dell’Economia e finanze, al fine di stimolare gli investimenti per preservare e valorizzare l’unicità dell’offerta balneare, la tutela ambientale e la specificità territoriale e culturale dei servizi prestati.

183-septies. Al concessionario non optante, allo scadere della proroga legale, è riconosciuto dal concessionario subentrante un indennizzo per gli investimenti e i valori commerciali creati i cui criteri saranno definiti con apposito decreto del Ministro dell’Economia e Finanze


183 – opties. Le risorse derivanti dalla cessione dei diritti di superficie delle aree ricadenti al comma 183 –bis confluiscono, per un valore minimo pari al 50% del totale, in un apposito fondo che dovrà essere utilizzato a garanzia dei mutui contratti per la realizzazione di investimenti nel settore turistico e ambientale, con caratteristiche e tipologie individuati con successivo Decreto del Ministro delle Infrastrutture in concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il Ministro dei beni culturali e del turismo e con il Ministro dell’Ambiente

Pizzolante Saltamartini Misuraca Leone Vignali Costa Bernardo Alli Bianchi Bosco Calabrò Cicchitto Garofalo Minardo Pagano Piccone Piso Roccella Sammarco Scopelliti Tancredi 

 

 

Ac 1865

Art 1

 

 

 

Dopo il comma 183  aggiungere i seguenti:

          183 bis . Al fine di ridurre il contenzioso generato dall’applicazione dei criteri per il calcolo del canone demaniale marittimo sulla scorta delle previsioni di cui all’art. 03, comma 1, lettera b), punto 2.1) del D.L. 5 ottobre 1993, n. 400, convertito con la legge 4 dicembre 1993, n. 494, così come modificato dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, le controversie aventi ad oggetto le annualità del canone demaniale marittimo per i beni pertinenziali, radicate innanzi a qualsiasi Autorità Giudiziaria dello Stato, ancora pendenti alla data del 30 giugno 2013, possono essere integralmente definite a domanda del concessionario indirizzata all’ente gestore mediante il versamento di

a)      un importo pari al 25 per cento delle somme dovute con un tetto massimo di Euro 200.000,00, in un’unica soluzione da corrispondersi entro e non oltre 6 mesi dalla presentazione dell’istanza di cui al comma che segue;

b)      un importo pari al 40 per cento delle somme dovute, oltre agli interessi legali, secondo un piano approvato dall’ente gestore che può consentire la rateizzazione dell’importo fino ad un massimo di 60 rate mensili.

A tal fine il concessionario interessato dovrà presentare apposita istanza presso l’amministrazione competente alla riscossione del canone entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, indicando la modalità prescelta tra quelle di cui al comma che precede, lettere a) o b), per la definizione del contenzioso. Il provvedimento dell’amministrazione che ammette il concessionario alla definizione della controversia deve essere adottato entro 30 giorni dal deposito dell’istanza decorsi i quali la stessa deve intendersi accolta. Entro i successivi 30 giorni, l’istanza del concessionario viene depositata a cura di quest’ultimo, unitamente al provvedimento dell’amministrazione, qualora adottato, presso la cancelleria del Tribunale competente che dichiara l’estinzione del processo con integrale compensazione delle spese di lite.

Qualora il concessionario che si avvale della facoltà prevista dal presente articolo abbia già provveduto al pagamento dell’importo stabilito secondo i criteri di cui alle lettere a) o b) di cui al prima comma, avendo pagato all’Ente Gestore ovvero all’agente incaricato alla riscossione, in tutto o in parte, i canoni richiesti nonostante la contestazione in sede giudiziaria, lo stesso potrà richiedere l’estinzione del giudizio pendente, previo rilascio da parte dell’Amministrazione competente alla riscossione del canone o dell’Ente Gestore di un provvedimento attestante il versamento dell’importo anzidetto. Le somme eventualmente corrisposte in eccedenza saranno imputate quale acconto sui canoni demaniali marittimi per le annualità successive non oggetto di contenzioso. Nell’ipotesi in cui invece i canoni sino a quel momento corrisposti dovessero risultare inferiori alla cifra risultante dalla definizione del contenzioso secondo uno dei criteri di cui al primo comma, lettere a) e b), il concessionario provvederà al saldo versando all’ente gestore la somma residua.

Qualora siano state emesse delle cartelle di pagamento da parte del soggetto incaricato alla riscossione in relazione ai canoni demaniali oggetto di contenzioso poi definiti secondo le modalità indicate dalle lettere a) e b) del primo comme, le stesse cartelle devono intendersi annullate nel momento in cui l’amministrazione ammette il concessionario alla definizione della controversia come sopra indicato.

L’ammissione alla definizione del contenzioso di cui ai commi precedenti sospende gli eventuali procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti e gli effetti dei medesimi relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone demaniale marittimo nella misura determinata dall’art. 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Con il puntuale adempimento da parte del concessionario dell’obbligazione di pagamento di cui sopra, gli eventuali procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti e gli effetti dei medesimi relativi alla sospensione, revoca o decadenza dalla concessione demaniale marittima derivante dal mancato versamento del canone demaniale marittimo nella misura determinata dall’art. 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono revocati di diritto e annullati.

 

        183 ter . Al fine di evitare l’insorgenza di nuovo contenzioso, l’art. 03, comma 1, lettera b), punto 2.1) è abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e deve ritenersi privo di effetto qualsiasi provvedimento emesso dalle amministrazioni in data successiva al 30 giugno 2013 adottato sulla scorta dei criteri indicati dalla norma ora abrogata.

 

        183 quater . Per coprire il minor gettito derivante dalle misure di cui agli articoli precedenti, all’art. 3 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 400, così come convertito in legge, è aggiunto  il seguente comma “4 ter. In ogni caso il canone demaniale marittimo, a decorrere dall’anno 2014, non potrà essere inferiore ad Euro 2.000,00 per qualsiasi tipologia di concessione e ad € 5.000,00 per le concessionirelative a pertinenze destinate ad attività commerciali, terziario direzionali e di produzione di beni e servizi, oltre che per le aree occupate con impianti di facile o difficile rimozione, limitatamente a quelle destinate alle attività di cui all’art. 01, comma 1 lettere b) e f)”.

 

Pizzolante     Saltamartini     Misuraca     Leone    Vignali    Costa     Bernardo  Alli  Bianchi  Bosco  CalabròCicchittoGarofalo   Minardo  Pagano  Piccone  Piso  RoccellaSammarco  ScopellitiTancredi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Senatore Pizzolante conferma la presentazione degli emendamenti  alla Camera. Presto riusciremo ad ottenere una copia dei testi che confermano quanto comunicato  precedentemente. Il Primo, riguardante l’ipotesi di sdemanializzazione con la trasformazione dell’operazione ,che  sostanzialmente passa da vendita degli immobili a diritto di superfice per un periodo di 50anni.

Il secondo emendamento, finalizzato alla sistemazione dei maxi canoni dei concessionari pertinenziali, prevede il pagamento del 25 %  del dovuto per i contenziosi fino ad un tetto massimo di    200.000.

 

 

 

Il temine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla Camera dei Deputati è stato prorogato a giovedì 5 dicembre. L’On. Pizzolante, impegnato nell’elaborazione dei testi da chiudere entro tale scadenza, ha confermato al Presidente Papagni, in un colloquio telefonico tenutosi nel pomeriggio, la sottoscrizione di due separati emendamenti, il primo riguardante l’ipotesi di sdemanializzazione con trasformazione da vendita degli immobili a diritto di superfice per un periodo di 50anni.

Il secondo emendamento, finalizzato alla sistemazione dei maxi canoni, in modo definitivo.  Allo stato dei fatti, però, gli emendamenti non sono ancora stati condivisi, nè visionati per un confronto con altre rappresentanze di categoria balneare.Restiamo in attesa per la lettuara dei testi.

  

Dopo il danno anche la beffa. Federbalneari Italia  risponde a chi strumentalizza le spiagge  parlando di “regalo di Natale”  con il nuovo emendamento in discussione alla Camera. Basta tormentare gli imprenditori balneari con false manipolazioni. Fino a pochi giorni fa si parlava di operazioni virtuose per il rilancio del turismo, ora  molte imprese rischiano il fallimento.

 

L’esclusione del provvedimento sulle spiagge nel Maxi Emendamento della Legge di Stabilità rappresenta la schizzofrenia dell’attuale Governo che,  dopo aver partorito la proposta di vendita delle aree demaniali, inserendole nel quadro economico delle privatizzazioni,  si rimangia proporzionalmente tutto, con la cancellazione da parte del PD dell’emendamento presentato, e poi con l’esclusione totale della proposta targata Pdl,  ora il nuovo centro destra, in chiusura di Stabilità. Se  è vero che  il Governo delle larghe intese è giunto al suo epilogo, forse sul tema delle spiagge, le idee erano ben chiare. Il tormentone mediatico e politico sul tema della vendita delle spiagge, malgrado la comunicazione all’unisono dei sindacati balneari che hanno sempre chiarito che “ l’oggetto della vendita non sono gli arenili, ma quelle aree che non rivestono più i caratteri della demanialità”, ha creato un vortice di negatività che ha allontanato la sensibilità pubblica nei confronti delle vere problematiche che riguardano il settore della balneazione e del turismo. Comparto che dovrebbe interessare il Governo italiano, troppi i numeri negativi che il settore sta registrando, molti  i treni persi, che invece gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno afferrato.

 

Ma dopo il danno anche la beffa, Federbalneari Italia risponde a chi  continua a strumentalizzare ogni misura finalizzata a salvare il settore turistico balneare in profonda crisi, normativa ed economica. C’è Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi, il quale sostiene che, con il nuovo emendamento che verrà discusso alla Camera dei Deputati, è  pronto un “regalo di Natale” per i balneari:

“Quale regalo di Natale, sostiene il Presidente di Federbalneari Italia Renato Papagni, nell’art 24-bis si evidenzia  di “prevedere, tra le modalità di affidamento, la disponibilità ad offrire canoni in misura superiore  rispetto a quella prevista dalla normativa vigente”. Sono anni che ci battiamo contro questo passaggio della normativa comunitaria, ed ora viene riproposto, sappiamo che potrebbe innescare altri meccanismi”.

Così Federbalneari Italia torna sul problema dei canoni demaniali: “Serve una legge quadro in grado di regolarizzare l’intero settore con una sola aliquota  che indica facile, difficile e pertinenza tutti allo stesso valore”, così non si va da nessuna parte – spiega Papagni -  “L’attuale provvedimento proposto alla Camera non risolve neanche tutti i casi dei Maxi Canoni”,  in quanto va a toccare solo i casi dei contenziosi. Quanti sono i colleghi, che pur di onorare l’eccessivo e diseguale pagamento richiesto dalle amministrazioni, hanno dovuto  

 

 

 

 

ricorrere alla vendita di beni e proprietà familiari.  Inoltre il pagamento del 70 %  del dovuto, rateizzato in 9 anni, non va a  risolvere le ingiustizie finanziarie, le dilaziona solamente.

 

Così Renato Papagni ricorda  a chi parla di “regali” usando il termine “ maxi sconto”  fino al 70% per  chi non ha pagato i canoni demaniali dovuti allo Stato che: “ Tale provvedimento, tutt’ora incompleto come spiegato precedentemente, riguarda i maxi canoni dei concessionari pertinenziali. Caso emblematico della discrezionalità delle amministrazioni locali nell’applicazione di una normativa che è ancora troppo indefinita ed incerta”.

I pertinenziali rappresentano  più di 200 casi in Italia di imprenditori che si sono trovati a pagare dal 1000 % fino al 3000%  in aggiunta rispetto al canone stabilito per legge. Imprese balneari che per questo motivo rischiano nel 2014 il fallimento, altre purtroppo hanno già ceduto l’attività.

Conclude Papagni: “Non si tratta  di truffa ai danni dei cittadini,  ma di truffa ai danni degli imprenditori”.

 

 

 

 

 

  

Dopo il danno anche la beffa. Federbalneari Italia  risponde a chi strumentalizza le spiagge  parlando di “regalo di Natale”  con il nuovo emendamento in discussione alla Camera. Basta tormentare gli imprenditori balneari con false manipolazioni. Fino a pochi giorni fa si parlava di operazioni virtuose per il rilancio del turismo, ora  molte imprese rischiano il fallimento.

 

L’esclusione del provvedimento sulle spiagge nel Maxi Emendamento della Legge di Stabilità rappresenta la schizzofrenia dell’attuale Governo che,  dopo aver partorito la proposta di vendita delle aree demaniali, inserendole nel quadro economico delle privatizzazioni,  si rimangia proporzionalmente tutto, con la cancellazione da parte del PD dell’emendamento presentato, e poi con l’esclusione totale della proposta targata Pdl,  ora il nuovo centro destra, in chiusura di Stabilità. Se  è vero che  il Governo delle larghe intese è giunto al suo epilogo, forse sul tema delle spiagge, le idee erano ben chiare. Il tormentone mediatico e politico sul tema della vendita delle spiagge, malgrado la comunicazione all’unisono dei sindacati balneari che hanno sempre chiarito che “ l’oggetto della vendita non sono gli arenili, ma quelle aree che non rivestono più i caratteri della demanialità”, ha creato un vortice di negatività che ha allontanato la sensibilità pubblica nei confronti delle vere problematiche che riguardano il settore della balneazione e del turismo. Comparto che dovrebbe interessare il Governo italiano, troppi i numeri negativi che il settore sta registrando, molti  i treni persi, che invece gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno afferrato.

 

Ma dopo il danno anche la beffa, Federbalneari Italia risponde a chi  continua a strumentalizzare ogni misura finalizzata a salvare il settore turistico balneare in profonda crisi, normativa ed economica. C’è Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi, il quale sostiene che, con il nuovo emendamento che verrà discusso alla Camera dei Deputati, è  pronto un “regalo di Natale” per i balneari:

“Quale regalo di Natale, sostiene il Presidente di Federbalneari Italia Renato Papagni, nell’art 24-bis si evidenzia  di “prevedere, tra le modalità di affidamento, la disponibilità ad offrire canoni in misura superiore  rispetto a quella prevista dalla normativa vigente”. Sono anni che ci battiamo contro questo passaggio della normativa comunitaria, ed ora viene riproposto, sappiamo che potrebbe innescare altri meccanismi”.

Così Federbalneari Italia torna sul problema dei canoni demaniali: “Serve una legge quadro in grado di regolarizzare l’intero settore con una sola aliquota  che indica facile, difficile e pertinenza tutti allo stesso valore”, così non si va da nessuna parte – spiega Papagni -  “L’attuale provvedimento proposto alla Camera non risolve neanche tutti i casi dei Maxi Canoni”,  in quanto va a toccare solo i casi dei contenziosi. Quanti sono i colleghi, che pur di onorare l’eccessivo e diseguale pagamento richiesto dalle amministrazioni, hanno dovuto  

 

 

 

 

ricorrere alla vendita di beni e proprietà familiari.  Inoltre il pagamento del 70 %  del dovuto, rateizzato in 9 anni, non va a  risolvere le ingiustizie finanziarie, le dilaziona solamente.

 

Così Renato Papagni ricorda  a chi parla di “regali” usando il termine “ maxi sconto”  fino al 70% per  chi non ha pagato i canoni demaniali dovuti allo Stato che: “ Tale provvedimento, tutt’ora incompleto come spiegato precedentemente, riguarda i maxi canoni dei concessionari pertinenziali. Caso emblematico della discrezionalità delle amministrazioni locali nell’applicazione di una normativa che è ancora troppo indefinita ed incerta”.

I pertinenziali rappresentano  più di 200 casi in Italia di imprenditori che si sono trovati a pagare dal 1000 % fino al 3000%  in aggiunta rispetto al canone stabilito per legge. Imprese balneari che per questo motivo rischiano nel 2014 il fallimento, altre purtroppo hanno già ceduto l’attività.

Conclude Papagni: “Non si tratta  di truffa ai danni dei cittadini,  ma di truffa ai danni degli imprenditori”.

 

 

 

 

 

 


Si sposta alla Camera  la soluzione per il sistema Balneare Italiano, il sottosegretario De Camillis vuole trovare la mediazione del Governo.

Diritto di superficie per 50anni sostenuto dalle imprese balneari che impegante fortemente nel rilancio delle strutture turistiche balneari danno sostegno economico allo Stato.

Valutazioni positive provengono dall'intera Giunta Federbalneari Italia; può essere la soluzione alla totalità dei problemi compresa la Bolkestain dichiara Renato Papagni ed aggiunge, alla Camera si può trovare la soluzione equa, siamo impegnati e sosteniamo fortemente il provvedimento.

I tempi per il passaggio alla Camera sono previsti in circa 10 giorni da oggi.

Il prossimo aggiornamento appena riscritto l'Emendamento alla Camera per la Commissione Bilancio dove direttamente Sergio Pizzolante seguirà il provvedimento

 

 

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