FederBalneariItalia in contrasto col Governo sul disegno di legge predisposto. Da rivedere poi, il riconoscimento del valore d'azienda. Il Presidente Papagni:"  Provvedimento assolutamente inadeguato".

Il Governo è pronto a presentare il disegno di legge. FederBalneari Italia reputa opportuno che tutte le rappresentanze balneari contrastino in forma unitaria le disposizioni contenute nel provvedimento.

La giunta di FederBalneari, riunitasi il 22 Ottobre presso il Rimini Sun, ha deliberato di farsi parte promotrice di un incontro nel breve con le altre rappresentanze per concordare la strategia congiunta prima della data fissata con il Ministro Maria Carmela Lanzetta.

 

Servirà una riunione con i Presidenti di Sib, Oasi, Fiba e Assobalneari Italia per trovare la quadra sul disegno di Legge presentato in Consiglio dei Ministri con il coordinamento del Ministro per  gli Affari Regionali, le autonomie e lo sport Maria Carmela Lanzetta e la verifica di quanto già elaborato in precedenza dal Sottosegretario all'Economia e le Finanze Pierpaolo Baretta.

"Questa proposta appare assolutamente inadeguata"- il commento di Renato Papagni al termine  dell'Assemblea Nazionale di FederBalneari Italia, tenutasi il 22 Ottobre presso il Sun di Rimini. Al centro del dibattito nazionale, il riconoscimento del valore economico dell'azienda, previsto nella bozza del provvedimento, qualora gli imprenditori balneari dovranno attivare le procedure di evidenza pubblica.

Da indiscrezioni risulta previsto l'anticipo dei bandi di gara" al 2017, altro aspetto del provvedimento, recentemente modificato dal Governo, che aumenta preoccupazione e lo stato d'ansia nel settore turistico balneare italiano, fermo negli investimenti e privo di tensione evolutiva, a causa dell'incertezza delle attuali norme.

Previsto un incontro chiarificatore martedì 28 ottobre presso il Ministero dei Beni, Attività Culturali e  Turismo, ad attendere le rappresentanze balneari il Sottosegretario Francesca Barracciu.



 

 

 

GALLIPOLI – Un no deciso al pagamento annuale della tassa sui rifiuti per tutto l’anno sull’arenile in concessione e di pertinenza degli stabilimenti balneari. E quindi il calcolo, ai fini dell’imposizione dell’ormai ex Tarsu, deve essere effettuato da parte dei Comuni su scala stagionale. Ovvero nell’arco temporale di reale utilizzo del bene demaniale e comunque inferiore all’anno solare.

 

E’ quanto stabiliscono tre recenti pronunce della Seconda sezione della Commissione tributaria provinciale di Lecceche hanno accolto altrettanti ricorsi partiti da alcuni lidi di Gallipoli tutti associati a Federbalneari Salento. I gestori delle strutture balneari, tramite l’assistenza legale dell’associazione di categoria, avevano infatti impugnato i criteri di calcolo della vecchia imposizione della Tarsu degli ultimi anni adottati dal Comune di Gallipoli.

 

La vicenda ricostruita da Mauro Della Valle, presidente di Fedebalneari Salento, è nata allorquando i titolari degli stabilimenti balneari Lido Piccolo, Lido Baia Verde e Residence Le Dune si sono visti recapitare una richiesta di pagamento della Tarsu riferita all’arenile e quantificata sulla base dell’intero anno solare.

 

Da qui è partito il ricorso proposto con il legale Danilo Lorenzo il quale ha evidenziato, secondo la sua tesi, la “illegittimità della imposta riferita ad un bene che ha un utilizzo, ai fini Tarsu, temporaneo e comunque a carattere prettamente stagionale e inferiore all’intero anno solare, con conseguente applicazione della tariffa in base all’uso effettivo del bene”. Tale principio ha superato il vaglio della Commissione tributaria provinciale di Lecce la quale ha accolto quindi i ricorsi ritenendo equa una imposizione fiscale riferita all’arenile quantificata sulla base dell’utilizzo temporaneo e stagionale. E riconducibile ai sei mesi.

 

“Le pronunce della Commissione tributaria” dice in merito Mauro Della Valle, “hanno il pregio di raggiungere un obiettivo di equità fiscale laddove, pur ribadendo l’importanza della imposizione, ne viene parametrato l’importo a principi di giustizia considerato che durante la stagione invernale le spiagge non hanno alcuna attitudine alla produzione di rifiuti”.

 

Anche il legale dell’associazione, l’avvocato Danilo Lorenzo, che ha patrocinato i ricorsi, è soddisfatto del risultato ottenuto e del principio sancito dai giudici tributari. “In presenza di situazioni che obiettivamente possono portare ad una minore utilizzazione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani” dice il legale, “è corretta ed apprezzabile una interpretazione della norma che tenga conto di tale situazione, anche ai fini del calcolo della tassa dovuta parametrata alla particolare natura ed utilizzo del bene”.

 

 

 

 

 

 

  

 

In occasione dell’incontro presso il SOSE, finalizzato alla valutazione di osservazioni utili alla revisione dello Studio WG60U - Stabilimenti Balneari, cui la nostra Associazione è stata invitata in rappresentanza della categoria, il nostro consulente fiscale, Dott. Di Curzio Roberto, che in quella sede ci rappresentava, in accordo con gli organi associativi della Federbalneari Italia, ha inteso proporre considerazioni che ha riscosso l’interesse dei funzionari del MEF e dei rappresentanti delle altre Associazioni presenti.

L’intervento ha, in sintesi, rilevato la carenza, nei dati forniti nello Studio di Settore, di un solo elemento che recepisse nelle elaborazioni matematico-statistiche la variabile “tempo meteorologico” che influenza in modo essenziale le attività balneari, impedendone di fatto l’esercizio nei di periodi di maltempo.

Infatti né gli elementi strutturali (dotazioni, superfici in concessione, ecc..), né le variabili di costo (personale, consumi, concessioni, ecc..) vengono condizionate da tali eventi.

Per ovviare l’incongruenza e l’iniquità della situazione, è stata suggerita l’introduzione nello Studio di un dato, che potremmo ipotizzare “giorni di maltempo”, che con le dovute ponderazioni influenzasse il calcolo del reddito puntuale e minimo, nonché la congruità e la coerenza.

L’elemento “giorni di maltempo” di fonte ufficiale ( Aeronautica Militare):

-          Garantirebbe il MEF da eventuali abusi da parte del contribuente;

-          Avrebbe un’apprezzabile precisione geografica, differenziando zone con maggior o minor numero di giorni lavorativi, cioè di bel tempo;

-          Sarebbe di facile reperimento per il contribuente;

-          Assicurerebbe, oggettivamente, una maggior equità allo strumento presuntivo dello Studio di Settore.

La proposta è stata ritenuta dai partecipanti molto interessante ed  ha riscosso  l’interesse, sia dei funzionari del SOSE, che valuteranno le modalità con cui recepire l’idea negli aggiornamenti e/o nelle nuove versioni dello Studio, sia dai rappresentanti delle altre Associazioni di Categoria presenti all’incontro, che si sono proposti per formalizzare l’osservazione al Ministero congiuntamente.

Certi che l’intervento, in quanto recepito dal MEF, possa contribuire ad una maggiore equità fiscale e ricondurre i calcoli statistici dello Studio di Settore ad una migliore aderenza alle concrete fattispecie,  e nel costante intento di tutelare gli interessi degli associati e della categoria dei Balneari,  porgiamo ai nostri Soci, calorosi saluti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze sta predispondnedo l'incontro con Federbalenari Italia per affrontare le problematiche connesse all' applicazione della Legge n. 147 del 27 dicembre 2013 con gli enti di competenza, in particolar modo con Comuni e Agenzia del Demanio.
Di seguito la comunicazione del Sottosegretario Baretta, inviata a Federbalneari Italia ieri, nella giornata del 1 maggio.

Di seguito, la comunicazione del Sottosegretario Pier Paolo Baretta

...

Caro Renato,
Stiamo in questi giorni definendo la data, a breve, per un primo incontro intergovernativo al quale seguirá la convocazione del tavolo di lavoro.
Ti tengo informato, in ogni caso sentiamoci la prossima settimana.
Cari saluti ,
Pier Paolo Baretta

On. Pier Paolo Baretta
Sottosegretario Economia e Finanze

Article

 

 

 

 

(AGENPARL) - Roma, 17 mar - “Ho molto apprezzato la risposta del commissario europeo competente agli affari marittimi e alle coste, on. Damanaky, sul problema dei nostri balneari”. Cosi dichiara l’on Ignazio Abrignani di Forza Italia, capo delegazione italiana per la Camera dei deputati, all’incontro tenutosi oggi ad Atene tra le presidenze delle commistioni Europee, attività produttive, turismo, finanze e infrastrutture, in occasione della Presidenza greca dell’Unione Europea.

 

“Nel mio intervento ho segnalato la peculiarità delle coste italiane e la particolare storia del turismo balenare, messo in crisi dalla vecchia direttiva Bolkestein alla quale non doveva sottostare, nonché le iniziative da porre all’attenzione del governo italiano per superare tale crisi. La commissaria Damanaky ha ammesso le difficoltà da me poste ed ha confermato che, nella nuova direttiva in merito per il settore, ci sarà la via d’uscita per risolvere la situazione: meno vincoli stringenti e più attenzione alle specificità di ogni singolo Paese. Ritengo pertanto, - conclude Abrignani, - che il governo italiano non abbia a questo punto più alibi a risolvere tale situazione riprendendo la proposta emersa nel precedente governo dal tavolo convocato dal sottosegretario Baretta che invito pertanto a riconvocare immediatamente”.

17 Mar 2014

  

Federbalneari Italia: presto un tavolo unico con Governo e tutte le forze parlamentari di maggioranza

 


L’incontro tra gli operatori turistici balneari e il Nuovo Centro Destra, alla presenza del Vice Ministro Casero e Sergio Pizzolante, Vice Capogruppo alla Camera, si chiude con l’obiettivo di riformare il Tavolo Tecnico del Turismo. L’On. Pizzolante, promotore dell’iniziativa, si mostra serio e determinato nella chiusura della questione: “ La riforma del demanio marittimo va affrontata in questi mesi, dopo l’estate sarà ormai troppo tardi” – afferma il deputato di NCD – “ a tal fine bisogna riaprire il Tavolo Tecnico del Turismo precedentemente avviato dal Sottosegretario Baretta”. Dovrebbe essere infatti, proprio  Pier Paolo Paolo Baretta a ricevere l’incarico per il settore turistico balneare, e non il Vice Ministro Casero, che si è comunque dimostrato volenteroso nel risolvere la questione dei balneari e del demanio marittimo. Il Nuovo Centro Destra, insomma, dimostra compattezza ed un unione sul tema del turismo balenare. La proposta di legge sulla sdemanializzazione è già stata depositata alla Camera dei Deputati, ricorda Pizzolante, che non nasconde la volontà di accellerare i tempi per chiudere la partita con l’arrivo della stagione estiva. La sensazione non è la stessa nella sede nazionale del Partito Democratico che prende tempo, mentre la senatrice Granaiola infatti parla di “tempo scaduto”, cerando di dare una scossa al partito, l’On. Cirillo, responsabile Nazionale del Turismo, esprime dubbi e perplessità sulla possibilità di emanare un atto normativo che nel breve, includa tutte le esigenze del settore, compreso l’inciampo dell’Italia sulla Direttiva Bolkestein. Posizione in linea con le direttive del nuovo Responsabile Economico del Pd, Filippo Taddei, che presentando il percorso di progettualità che si vorrà seguire, fa già intuire che si procederà a piccoli passi. Per questo Federbalneari Italia, sulla scorta dell’insuccesso della recente legge di stabilità e della legge n° 147 del 27 dicembre 2013, chiede ai rappresentanti del Governo un confronto unico, con tutte le forze parlamentati di maggioranza e le rappresentanze di categoria. “In questo modo non dovremmo più assistere a dietro front, fin quando non si tratterà con tutte le forze partitiche di maggioranza non si troverà mai la soluzione.- ”- interviene il Presidente di Federbalneari Italia Renato Papagni. -“Tutti devono essere d’accordo al rilancio del turismo italiano, seguendo le modalità che si concorderanno con una soluzione unica, il problema è infatti politico e riguarda solo l’Italia, la Bolkestein non c’entra; sono partire le richieste di incontro ai capogruppo di Camera e Senato delle altre forze politiche.
Anche perché Pizzolante lo ha ricordato a chiare lettere a tutte le rappresentanze balneari: “L’Europa non c’entra, e la Bolkestein non ci riguarda”.

 

 

 

Di Gian Antonio Stella. Corriere della Sera 6 marzo 2014

Lite tra lo stabilimento modello e il Comune: «Fai la differenziata? Qui paghi le stesse tasse di chi se ne infischia»

A «Munnezzopoli» i cittadini «ricicloni» sono sgraditi. Con la raccolta differenziata, evidentemente, disturbano il business dell’immondizia, dei camion stracarichi, delle discariche nauseabonde ma redditizie. Lo dice la guerra di carte bollate tra uno stabilimento balneare che ricicla tutto e il Comune di Castel Volturno. A due passi dal più grande deposito di ecoballe del pianeta.

Per capire l’assurdità di questa guerra occorre capire il contesto. Castel Volturno, al confine tra la provincia di Caserta e quella di Napoli, sulla costa Domiziana descritta un tempo con parole estasiate da grandi viaggiatori come Goethe e Dickens, è a pochi chilometri dall’area più «nera» nella mappa dei siti inquinati dell’urbanista Aldo Loris Rossi, dalla famigerata Taverna del Re che è grande quanto Procida e ospita milioni di ecoballe, da Casal di Principe e dalla Terra dei Fuochi. Fu lì, al pronto soccorso di Castel Volturno che si presentò vent’anni fa il camionista Mario Tamburrino il quale, dopo avere sversato in mezzo alla campagna il suo carico di bidoni tossici portati da Cuneo, singhiozzava disperato: «Aiuto! Sto diventando cieco!».

Un panorama desolante. Segnato dal degrado immondo di interi quartieri come Pineta Mare, Bagnara e Villaggio Saraceno. Degrado ignorato al punto tale che, dopo la strage di immigrati del 2008 l’allora sindaco Francesco Nuzzo si spinse a dire che «senza camorra e immigrati Castel Volturno potrebbe diventare la Malibù d’Italia». Un’affermazione avventurosa fino al ridicolo, data la devastazione del paesaggio urbano. Unica verità: la presenza molto pesante dei Casalesi. Tanto che il Comune è oggi nelle mani di tre commissari dopo essere stato sciolto per infiltrazioni camorriste.

Va da sé che i rifiuti sono un affare per tutti, tranne gli abitanti. In una provincia che dopo esser stata avvelenata dai peggiori veleni portati dal Nord ha visto salire la raccolta differenziata al 40% con comuni che arrivano come Sessa Aurunca al 70%, Castel Volturno arranca in coda al 9%. La peggiore in assoluto dopo Casal di Principe dei Casalesi. Risultato: buttare in discarica l’immondizia dei 24mila residenti della cittadina è costato nel 2013 poco meno di 10 milioni di euro. Cioè 2 milioni e mezzo in più di quelli spesi in totale da Padova. La
quale ha dieci volte più abitanti. Fate voi i conti. In questo contesto allucinante, l’architetto Antonio Cécoro, figlio della titolare del Lido delle Sirene (Clementina Della Vecchia) e gestore dello stabilimento balneare che conta su 150 metri di spiaggia e arriva a ospitare nei giorni di piena fino a 1.500 bagnanti, si aspettava un premio: ovunque, tra gli ombrelloni, sono sparpagliate piccole «isole ecologiche» con quattro cesti ciascuna e l’immondizia viene poi controllata e ripartita in quattro enormi contenitori gestiti da un addetto appositamente pagato.

Così che praticamente tutto viene consegnato per il riciclo a una ditta specializzata, la Sri, società recupero imballaggi. La stessa che tre anni fa, nel pieno dell’emergenza rifiuti, quando le foto con le montagne di immondizia campeggiavano sulle prime pagine dei giornali internazionali, denunciava che gli mancavano materiali da lavorare perché, cose da pazzi, finiva tutto in discarica.

Non bastasse l’esperienza personale, l’architetto Cécoro, presidente regionale dell’Assobalneari-Confapi e del Distretto turistico Litorale Domitio, era riuscito a convincere via via molti colleghi, stufi di aspettare le iniziative pubbliche in ritardo di decenni (pensate che tutti i comuni dovrebbero stare oggi al 65%!) a farsi la differenziata in casa. Anzi, per smaltire in modo corretto anche l’«umido», aveva speso un sacco di soldi per comprare in Gran Bretagna, d’appoggio a quella tradizionale, una compostiera elettronica: «Il compost lo usiamo tutto noi stessi, nei giardini e nelle aiuole».

A quel punto, per legge, lui e gli altri promotori della «differenziata» autonoma avevano diritto a un forte abbattimento della tassa sui rifiuti. Dice infatti il comma 10 dell’articolo 238 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152: «Alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi». Il solito linguaggio insopportabilmente burocratese, ma in ogni caso è tutto chiaro: meno rifiuti porta via il Comune, meno tasse sui rifiuti si devono pagare. Macché. Come ha scritto sul Corriere del Mezzogiorno Eleonora Puntillo, il municipio di Castel Volturno non vuol sentire ragioni. E invece che mandare una torta con i complimenti ad Antonio Cécoro e sua madre Clementina, continua a mandare ai titolari del Lido delle Sirene i bollettini da pagare. «Ma come, se dal 2000 facciamo tutto da soli e non passa un camion della raccolta rifiuti!». Niente da fare. Il Comune insiste. Indifferente alla realtà dei fatti e alla legge. E soprattutto sordo ai richiami di quei suoi cittadini alle regole fissate dal Parlamento.

Per anni l’architetto e sua madre fanno buon viso a cattivo gioco e pagano, nonostante l’ingiustizia, quanto richiesto. Finché chiedono all’avvocato Luigi Roma di presentare un ricorso al Tar: è giusto che gli uffici municipali ignorino la legge e non si degnino manco di rispondere? Il Tar dà loro ragione. E poco prima del Natale 2013 ordina al Comune di applicare la legge e lo condanna a pagare le spese processuali.

Caso chiuso? Macché! A metà gennaio il responsabile Ufficio tributi risponde alla sentenza che «l’istanza di esenzione non può e non poteva essere accolta» sulla base del «vigente regolamento per la gestione dei rifiuti urbani approvato con deliberazione del consiglio comunale del 30.11.2005». Ma come: le regole municipali prevalgono sulla legge italiana e sulle sentenze del Tar? Il «Sovraordinato responsabile del Servizio ecologia dott. Giuseppe De Rosa», a fine gennaio, conferma: «l’intenzione di gestire in proprio il servizio di igiene ambientale- utenza non domestica (…) sostanzia, di fatto, una forma di contestazione al criterio di tassazione fissato dal competente settore Finanziario e Tributario del Comune di Castel Volturno, in base al quale, i titolari di concessioni demaniali marittime per la gestione di strutture turistico ricettive sono obbligati al pagamento della tassa comunale per i rifiuti».

Dunque la legge dello Stato non è in vigore a Castel Volturno? No, risponde il Comune a dispetto della sentenza: il Comune «garantisce quotidianamente il servizio di igiene ambientale» quindi lo stabilimento balneare non ci provi neppure a «procedere in proprio alla gestione del servizio di igiene ambientale». Sennò? Sennò rischia la «revoca definitiva della Concessione demaniale».

Il caso, adesso, è al centro di un nuovo ricorso al Tribunale amministrativo. Nel frattempo, per essere dei «bravi cittadini», i nostri dovrebbero ricominciare a buttare la spazzatura, tutta insieme, nei bidoni di quel Comune che nel 2014 non ricicla ancora nulla. E lancia minacce burocratiche, presumibilmente tra gli applausi dei camorristi, mentre butta tutto in discarica.

 

 

 

 

03 Mar 2014

 

 Caro Matteo,

 

              L’attuale congiuntura socio economica ha messo in moto, come forse mai nella storia del nostro Paese, l’intero mondo politico nella valutazione di  tutte quelle azioni opportune per la crescita del sistema Italia. Gli imprenditori balneari aderenti a FederBalneari Italia - Confapi, che rappresento in qualità di Presidente Nazionale,  hanno elaborato un’ipotesi di sviluppo turistico, che  esprime una prospettiva di continuità, nel rispetto della storia del sistema balneare, ma con forti toni innovativi.

 

            Il provvedimento dovrà contenere la riforma della disciplina del demanio marittimo, l’ultima legge di stabilità ha fissato infatti al 15 maggio 2014 il termine entro il quale il Governo Italiano dovrà varare una riforma organica del demanio marittimo. Ma dovrà anche indicare all’Europa quale misura adottare per  interpretare la Direttiva Bolkestein, perché non è applicabile tecnicamente al contesto socio economico del nostro paese, in riferimento al comparto turistico balneare.  La Questione della Direttiva Europea, infatti, non è stata mai affrontata  coerentemente dai governi precedenti, e se le imprese balneari continuano a stare in questo stato di crisi e incertezza normativa, è perché c’è una resistenza culturale ed ideologia, radicata nelle aree più integraliste della sinistra, nei confronti delle imprese che insistono sul demanio marittimo e  dei volumi di affari generati dal business che si può sviluppare sulle spiagge. Colpa anche, probabilmente, dei balneari che, chiusi in battaglie di retroguardia, hanno tralasciato le funzioni più strategiche che gli imprenditori dovrebbero assolvere con il supporto delle amministrazioni, quale il rilancio del turismo italiano. 

 

Il mito della  vacanza degli anni 70' è tramontato, e serve una rivoluzione del settore, con il rinnovamento di un offerta balneare ormai superata. Federbalneari Italia crede fermamente che  il futuro del comparto, dipenderà soprattutto ed esclusivamente dalla capacità delle imprese di entrare nei mercati turistici internazionali diversificando , ampliando ma anche eliminando alcuni servizi, ormai obsoleti

A tal fine Federbalneari Italia chiede al nuovo Governo di  poter lavorare a un grande piano di sviluppo turistico e di  promozione internazionale in cui mettere a sistema le eccellenze turistico balneari del nostro Paese: dalla Sicilia alle 5 Terre, passando per il Salento, la Costiera Amalfitana, la Versilia, le spiagge di Lignano Sabbie d'oro.

  

La determinazione di un’azione strategica, a carattere strettamente turistico, che Federbalneari Italia ha intenzione di proporre al Governo e che necessiterà dell’azione delle Associazioni Territoriali  e degli Enti  territoriali,  avrà l’obiettivo  di esercitare il diritto, da parte delle imprese turistico balneari, di poter  usufruire di un investimento adeguato alla propria organizzazione,  attraverso la costituzione di consorzi, gruppi e comparti organizzati. 

 

E’ opportuno ribadire in questa ottica l’assoluta necessità di revisione del Titolo V della Costituzione tornando a   mettere , nelle mani dello Stato Centrale, le azioni del sistema turistico, con il brand Italia da coniugare certamente con alcuni simboli del made in italy in ambito turistico.

 

Con un nuovo piano turistico, la risoluzione ideologica delle resistenze culturali, ed una riforma che disciplina il demanio, sarà più facile dialogare con l’Europa, ma la nuova rappresentanza politica italiana dovrà  farsi sentire a Bruxelles, perché fino ad ora ciò non è avvenuto.

 

Riteniamo opportuno farvi pervenire il documento in anticipo e chiedervi di fissare un appuntamento per consentirci di illustrare le nostre aspettative.

 

            Restando in attesa di un Tuo cortese riscontro,

                                                Ti porgo i miei migliori saluti,

 

 

 

                                                                     Il Presidente

                                                                   Renato Papagni

 

26 Feb 2014

  

Il Presidente Papagni ha ricevuto messaggi di ricezione dalla Comunità Europea, riguardo la petizione presentata da Federbalneari Italia (in allegato la lettera inviata da Bruxelles). Da Strasburgo, dove il Vice Presidente del Parlamento Europe Roberta Angelilli, sta seguendo in prima persona la questione balneare, è partito l’iter nella Commissione per le petizioni che  si pronuncerà  per l’analisi del documento inviato da Roma secondo le modalità ed i tempi  indicati dalla Commissione Europea.

L’Azione di Federbalneari Italia è quella di procedere in modo determinato  sulla Comunità europea affinchè  dia indicazioni al Governo italiano  su cosa deve fare, non in termini politici ma in modo tecnico legale.

C’è poi la determinazione di un’azione strategica, a carattere strettamente turistico, che la Federazioni dovrà coordinare con l’azione delle Associazioni Territoriali  e del Governo per far esercitare il diritto, da parte delle imprese turistico balneari, di poter  usufruire di un investimento adeguato  alla propria organizzazione,  attraverso la costituzione di consorzi, gruppi e comparti organizzati. 

 

26 Feb 2014

  

Il Presidente Papagni ha ricevuto messaggi di ricezione dalla Comunità Europea, riguardo la petizione presentata da Federbalneari Italia (in allegato la lettera inviata da Bruxelles). Da Strasburgo, dove il Vice Presidente del Parlamento Europe Roberta Angelilli, sta seguendo in prima persona la questione balneare, è partito l’iter nella Commissione per le petizioni che  si pronuncerà  per l’analisi del documento inviato da Roma secondo le modalità ed i tempi  indicati dalla Commissione Europea.

L’Azione di Federbalneari Italia è quella di procedere in modo determinato  sulla Comunità europea affinchè  dia indicazioni al Governo italiano  su cosa deve fare, non in termini politici ma in modo tecnico legale.

C’è poi la determinazione di un’azione strategica, a carattere strettamente turistico, che la Federazioni dovrà coordinare con l’azione delle Associazioni Territoriali  e del Governo per far esercitare il diritto, da parte delle imprese turistico balneari, di poter  usufruire di un investimento adeguato  alla propria organizzazione,  attraverso la costituzione di consorzi, gruppi e comparti organizzati. 

 

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