Balnearia 2015, si terrà martedì 24 febbraio, alle ore 15:00 la Tavola rotonda, presso Sala Convegni Bernini, 1° Piano  del Centro Servizi di Carrara Fiere. Migliaia di concessioni pluriennali a partire dal mese di maggio

 

A Carrara la Tavola rotonda per mettere a punto la “soluzione” per la Bolkestein  di Federbalneari Italia. La sentenza del Tar di Lecce legittima la proposta presentata a Bruxelles, ovvero quella di tenere fuori le attuali concessioni demaniali dalle procedure ad evidenza pubblica, considerato che le stesse sarebbero già coerenti con i principi sanciti dall’Europa. Ciò determinerebbe la fuoriuscita delle stesse concessioni dalla Direttiva Bolkestein e la possibilità di  Concessioni ventennali in funzione degli investimenti. Se il Governo non chiude il DDL Spiagge entro il 2015, migliaia di richieste di concessioni pluriennali arriveranno  a tutti i Comuni italiani. Al centro del dibattito, oltre il nuovo DDL spiagge che il Governo presenterà nel mese di Marzo, le questioni più  tecniche, la determinazione dei canoni demaniali, L’allineamento delle aliquote Iva dal 22% al 10 % per il sistema balneare, così come è per gli altri attori nel turismo Il dopo Bruxelles prosegue seguendo la calendarizzazione di incontri con i gruppi parlamentari, iniziata proprio nella sede del Parlamento Europeo, dove il Presidente Papagni ha presentato la petizione che apre la strada al rilancio del settore turistico balneare, e del resto anche al Governo, che sta completando un censimento che definisce il 60% della costa finalizzata alla così detta “evidenza pubblica”. L’istanza presentata di Federbalenari Italia ha infatti ribadito il doppio binario precedentemente espresso in diversi incontri governativi: evidenza pubblica per le aree demaniali marittime  in gran parte disponibili,  e periodo transitorio per le attuali imprese balneari, giustificato dalla garanzia di investimenti finalizzati alla riqualificazione del prodotto turistico balenare, (con un periodo concessorio più lungo, si auspica 30 anni),  soluzione che  dovrebbe traghettare il settore verso l’uscita della crisi e dare garanzie di stabilità alle attuali imprese. La Commissione  Europea  (Petizioni), dopo aver ascoltato le istanze di Federbalneari Italia,  ha dichiarato di impegnarsi con le istituzioni italiane e di mantenere aperta la questione, facendo richiesta al Governo Italiano, affinchè vengano tutelati i principi della direttiva servizi e delle attuali concessioni balneari, già rilasciate attraverso procedura di evidenza pubblica.  Ma i segnali che giungono dal Governo Renzi non definiscono ancora chiaramente le intenzioni dell’esecutivo sulle sorti del settore turistico balneare. Se da una parte arriva l’annuncio  del nuovo Disegno di Legge, praticamente ormai pronto, dall’altra,  con il Milleproroghe, si mettono in ginocchio più di 220 imprese, ovvero quei casi che, applicando la  legge finanziaria del Governo Prodi del 2006, hanno subito un ingiusto aumento del canone da 10-15.000 euro l’anno fino a 100.000 ed anche oltre. Nell’emendamento 10.30 presentato dall’On. Pizzolante - spiega il Presidente Papagni - si chiedeva semplicemente uno slittamento dei pagamenti in attesa della riforma delle concessioni e dei canoni. Continuano così  le riunioni di Federbalneari Italia con i gruppi parlamentari.  La partita si giocherà  presto in Parlamento, nella Commissione Attività Produttive dove i voti di tutti i gruppi politici peseranno notevolmente sulla bilancia dell’approvazione del disegno di legge.  Proseguono per questo gli incontri con i rappresentanti di Forza Italia e del PD,  recente quello con Capo gruppo della Lega Nord Fedriga, previsti con Salvini, e gli esponenti del Movimento 5 Stelle.  A Balnearia, martedì 24 febbraio, le risultanze di tutte le riunioni ed il documento di riordino del demanio marittimo.

 

 

 

 

  

 

 

(Aree Demaniali Marittime ad uso Turistico ricreativo).

 

In merito a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate circa le modalità per l’aggiornamento degli Atti Catastali, si evidenziano le seguenti criticità:

 

Catasto Terreni: non è chiaro il confine catastale dal quale individuare le aree di terreno demaniale, da quello che è concesso dal Demanio agli stabilimenti.

 

Superfici delle aree in concessione: vi è un evidente scollegamento tra le superfici demaniali date in concessione e le aree rappresentate dalle particelle catastali.

 

Altra questione determinante la assume l’area di sedime e l’area utilizzata per posizionamento ombrelloni, sdraie, lettini, ecc.

Le aree al contorno dei fabbricati da accatastare sono riutilizzate a sussidio degli stessi.

Le aree fronte mare sono invece “arredate” nel periodo estivo, e poi lasciate libere a Settembre/Ottobre (fino ad Aprile/Maggio dell’anno successivo).

In alcuni casi ci sono grandi superfici, destinate al verde, passeggiata pubblica e uso pubblico per 12 mesi che non possono essere considerate nella superficie da computare.

Valori di estimo delle Aree.

Si dovrà in primis considerare che sono:

- inedificabili

- super vincolate

- utilizzabili per posizionare ombrelloni, sdraio, lettini ad esclusione delle impronte dei fabbricati.

- che sono oggetto di uso pubblico per 12 mesi l’anno, sulle quali il Concessionario mantiene Sicurezza, Manutenzione, Agibilità.

- che in molti casi, sono aree a verde, macchia mediterranea, a spazio per giochi, e per uso pubblico.

I valori di estimo non hanno nessun riferimento per determinazione comparativa per le aree verdi e a servizi.

 

Catasto Fabbricati: non è chiaro il metodo che viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, circa il valore da attribuirsi alla singola unità immobiliare da censire.

 

Per le opere in muratura di proprietà dello Stato (opere incamerate) stabili e definite PERTINENZE, nessun dubbio sulla convinzione di accatastare.

La questione invece dubbia, riguarda tutte le opere definite di facile rimozione di proprietà del Concessionario, utilizzate solo per alcuni periodi (mesi estivi). Su tali opere si deve inoltre far presente che le stesse possono modificarsi (montaggi e smontaggi) quando non sono oggetto di effettiva domanda turistica.

(Es.: disongo di 100 cabine, 30 le ho smontate, le rimonto solo se c’è richiesta).

Si procede alla variazione catastale ogni anno?

Si accatastano le tende viareggine e gli ombrelloni?

In relazione al punto precedente, è opportuno conoscere il dispositivo di legge che determina queste scelte, congiuntamente alla decisione che siamo di fronte a Stabilimenti industriali D 8.

Sono strutture su area dello Stato, con opere di facile rimozione.

La Circolare 6/2012 è un’interpretazione interna, alcuni elementi:

-             I complessi balneari non sono  STRUTTURE COMMERCIALI, ma TURISTICHE su Area Demaniale con attività Stagionale e non oggetto di atti di acquisto (vendita con valutazioni commerciali (tutto ciò è previsto dal Codice della Navigazione.

Nell’Atto di Concessione sono previsti una serie di oneri a carico del Concessionario che debbono essere considerati e cioè:

La Manutenzione Ordinaria e Straordinaria dei fabbricati di proprietà dello stato dati in Concessione.

Il mantenimento della stabilità strutturale a norma igienico-sanitaria, sicurezza, ecc. anche in caso di eventi climatici straordinari (alluvioni, mareggiate, erosioni, trombe marine ecc.

Mantenimento della Sicurezza a Mare per tutti coloro che transitano sulla fascia dei 5 metri di battigia definita per il libero transito anche ai fini della Balneazione.

Il mantenimento e la pulizia dell’intera concessione, aperta per accessibilità vedi Legge n. 296/2006 per 12 mesi l’anno.

E’ appena il caso di rammentare che il reddito d’impresa fa capo ad altri sistemi fiscali.

Si dovrà quindi spiegare che le determinazioni dei valori catastali vanno riferiti al “costo di ricostruzione” adeguatamente abbattuto per vetustà.

A tale proposito si evidenzia l’erroneo comportamento di STIMA maturato dagli uffici Regionali.

Stimo il valore commerciale del Bar e/o Ristorante fronte lo stabilimento su area privata ed in regime di affitto e parametro quello dell’area demaniale in concessione.. E’ inadeguato per quanto detto in precedenza. E’ da rimuovere come concetto e convincimento di Stima.

 

Conclusioni:

 

Ad oggi risulta molto complesso se non impossibile, censire in modo corretto gli stabilimenti balneari dal punto di vista catastale.

 

Se si dovesse riconfinare l’area delle particelle catastali sul terreno, si evidenzierebbe per molti stabilimenti una discrepanza tra lo stato di fatto (reale) e quello determinato dal confine catastale.

 

Poiché però il catasto ragiona in termini di particelle, queste andranno adeguate allo stato di fatto e alla Concessione Demaniale.

 

In termini di accatastamento urbano, si evidenzia che le singole attività non possono essere classate come attività commerciali, ma dovrà essere dato loro un valore congruo che richiama la struttura turistica propriamente detta, ma che non trova riscontro come categoria catastale presso l’Agenzia delle Entrate.

 

Dovranno essere riparametrati tutti i valori delle singole unità.

 

Esempio cabine: le cabine dovranno avere un valore che possa essere rapportato all’effettivo tempo di utilizzo delle stesse. Il costo di ricostruzione di una cabina in legno è di gran lunga inferiore in rapporto, al valore indicato dall’Agenzia delle entrate.

 

Esempio arenile (superfice scoperta): il valore dell’area della superfice scoperta dovrà essere un valore minimo: di fatto è il passaggio per consentire l’accesso alle strutture  dello stabilimento.

 

Esempio aree a verde: anche in questo caso ci troviamo davanti ad un’area improduttiva, che necessiterebbe di una valutazione specifica.

 

Il Demanio ha fissato una differenza tra opere di difficile e di facile rimozione.

 

Il Catasto fissa una differenza tra opere stabili e opere rimosse ad esempio in periodi non produttivi.

 

Considerando che ci sono opere di facile rimozione, che alcune non vengono rimosse, ma che non producono alcun reddito nei mesi invernali, forse è opportuno valutare obiettivamente il loro valore.

 

 

 

 

12 Feb 2015

  

I balneari scrivono a Renzi. Di seguito la lettera inviata al Premier ed al Sottosegretario Del Rio per spingere il Governo a muoversi sulla questione canoni. I Pertinenziali chiedono chiarezza sul perchè l'emendamento 10.30 è stato accantonato. Federbalneari è con loro.

Egr. Presidente,
Le scrivo a nome di circa 250 PMI che esercitano la propria attività su Demanio Marittimo Turistico-Ricreativo al fine di sottoporre alla sua cortese attenzione l’ormai ingestibile, e per diversi casi, fallimentare situazione scaturita dalla legge che dovrebbe determinare il calcolo dei canoni demaniali.

Dal 2007 con la Legge 296 comma 251, le nostre aziende sono giunte ormai sull’orlo del fallimento non per gestioni errate e mancanza di capacità imprenditoriale, ma perché la suddetta Legge ha disposto canoni insostenibili e sperequativi. Per riparare a tale errore, sono stati disposti dal 2007 a l 2013 diversi tentativi: protocollo Brambilla 2009, DL Moffa e altri 2012 (ancora fermo in Senato, Commissione Finanze).
Per questo motivo dalla primavera del 2013 abbiamo deciso di costituire un Coordinamento al fine di sensibilizzare la Politica sul tema. Con la nostra azione siamo riusciti a coinvolgere il Governo Letta che ha delegato il Sottosegretario Pier Paolo Baretta, il quale, compresa l’incongruità legislativa, si è adoperato in maniera seria e puntuale convocando quattro Tavoli Tecnci nel giro di tre mesi, esclusivamente sul tema dei maxi canoni.

Il Governo e il Parlamento hanno preso atto dell’errore e il Sottosegretario Baretta è pronto a proporre la Riforma dei Canoni incentrata su equità nel calcolo. Ma la tematica è stata inserita dentro il DDL che intende riformare complessivamente il Demanio Marittimo andando a complicare le cose. La questione della Direttiva Servizi, infatti, sembra aver bisogno di tempo per trovare soluzione, ma noi tempo non ne abbiamo più, le aziende stanno fallendo.

Nel DL 2083 in discussione in questi giorni nelle Commissioni riunite alla Camera, sono stati presentati 19 emendamenti pressochè eguali, ben sei da deputati del PD, 18 non sono stati ammessi per violazione del regolamento, mentre uno si è salvato ed è il 10.30 a firma Tancredi Pizzolante. In sintesi si propone di prorogare i pagamenti dei canoni per queste 250 aziende e sospendere gli atti amministrativi come le decadenze dei titoli concessori. In questo momento accantonato per riformulazione da parte del Governo.

Il Sottosegretario Baretta sta provando convintamente a trovare soluzione, ma il problema risulta essere, sempre, la copertura economica. Non crediamo che il punto sussista in quanto gli atti amministrativi non risultano una mancata entrata, mentre per i pagamenti si sostiene esclusivamente di prorogarli entro l’anno solare del 2015 in attesa che finalmente il Governo presenti il DDL di riforma dei canoni.

La questione economica crediamo sia veramente minimale, infatti gran parte di queste 250 aziende, tutte con ricorsi giudiziari pendenti, hanno ottenuto la sospensione ottenuta dal Giudice, Altre hanno presentato istanza per i commi 732 e 733 della legge 147/2014 e sono in attesa delle risposte, parte dei canoni sono stati pagati, molti concessionari hanno mutui aperti proprio per pagare i canoni e salvare il titolo. Quindi l’importo totale è esiguo e comunque non incassabile in quanto le aziende non hanno risorse economiche.

La invitiamo, dunque, a prendere in considerazione due aspetti: il primo sostenere il Sottosegretario Pier Paolo Baretta per riuscire a trovare la soluzione che permetta alle piccole e medie imprese che rappresentiamo di svolgere attività in modo sano fino alla prossima riforma. Sarebbe infatti paradossale non poter usufruire della riforma dei canoni sulla quale noi abbiamo lavorato, perché approvata dal Governo troppo tardi.

Il secondo aspetto che Le sottoponiamo è quello di stralciare la riforma dei canoni dal testo complessivo del Decreto Legge. Se è vero che il federalismo demaniale prevede un accordo Stato Regioni è altrettanto vero che la materia canoni è prettamente dello Stato, il ritardo sulla presentazione del DDL sarebbe un disastro in quanto il 15 settembre i Comuni dovranno spedire gli introiti di pagamento dei canoni e se per quella data la riforma non sarà stata fatta, un ulteriore anno solare non potrà essere normato dal nuovo calcolo.

Anche il Direttore del Demanio Ing. Roberto Reggi ha preso atto della situazione e dell’urgenza di attivare azioni normative e breve, anche perché i nostri ricorsi stanno arrivando a sentenza, dando ragione ai concessionari balneari, con restituzione di notevoli importi che potrebbero causare danni economici alla stessa Agenzia.
La salutiamo ringraziandola e chiedendole la possibilità di fissare un incontro con Suo rappresentante al fine di presentare la questione giudiziaria del nostro caso.

 

 

 

 

Federbalneari Italia al Parlamento europeo per l'audizione in Commissione Petizioni. Il Presidente Papagni: "Si all'evidenza pubblica come vuole l'UE, ma solo per le nuove concessioni con bando e business plan trentennale". 

Federbalneari Italia riceve l'appoggio degli eurodeputati Lara Comi, Elisabetta Gardini e Alberto Cirio (Forza Italia-PPE),intervenuti a favore delle micro imprese balneari ieri in Commissione Petizioni dopo la relazione del Presidente Papagni, il quale ha sostenuto che il Governo Italiano per anni non ha dato alcun tipo di risposta alle istanze dell'imprenditoria per un programma di investimenti a lungo termine sul demanio.  

Per questo motivo Federbalneari ha reputato di sollevare la questione con la petizione presentata al Parlamento europeo sull'applicazione delle leggi che consentono di ottenere un titolo concessorio di lunga durata a fronte di un investimento con criteri di evidenza pubblica.

La valutazione espressa da Federbalneari Italia, tiene conto anche della tutela delle attuali aziende per un congruo periodo transitorio. Nel quadro della libertà di stabilimento in Italia le aree demaniali marittime sono ancora in gran parte disponibili, il Governo sta completando un censimento che definisce il 60% della costa finalizzata alla cosi' detta "evidenza pubblica". La restante parte va inserita in un sistema di riqualificazione ambientale e trasformazione del prodotto turistico senza penalizzare le piccole aziende familiari che a questo punto sono pronte, pero', a presentare un piano di investimenti e di forza lavoro.

 

La Commissione Petizioni, dopo aver ascoltato le istanze di Federbalneari Italia, dichiara di impegnarsi con le istituzioni italiane e di mantenere aperta la questione, facendo richiesta al governo Italiano, affinche' vengano tutelati i principi della direttiva servizi e delle attuali concessioni balneari, gia' rilasciate attraverso procedura di evidenza pubblica.

  

Riunione di Federbalneari Italia  con la squadra interministeriale per tracciare le linee  sull’Europa.

Si all’evidenza pubblica come vuole l’UE, ma solo per le nuove concessioni con bando e business plan trentennale. Acquisiti importanti chiarimenti riguardo la proroga al 2020.

 

 

Un doppio binario lega il futuro del comparto balneare alla proposta di Federbalneari Italia che il Governo sta valutando. Due strade parallele che conducono il 27 Gennaio alla corte di  Bruxelles e dopo, entro la  fine del 2015, al riordino definitivo delle concessioni demaniali marittime in Italia. Due ore di incontro, negli uffici del Ministero deli Beni Culturali e del Turismo, tra il Sottosegretario di Stato Francesca Barracciu, gli esperti legali del Sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi, e la rappresentanza di Federbalneari Italia per trovare un punto di incontro tra passato e futuro del settore turistico balenare, dall’evoluzione del mondo delle rappresentanze, al nuovo approccio del Governo al settore turistico, passando per il riordino delle concessioni demaniali come presupposto per il rilancio del settore con la promozione internazionale ed altri strumenti, oltre le questioni più tecniche come l’equiparazione dei canoni e l’allineamento dell’IVA. Presenti, insieme al Presidente Papagni i Vice Presidenti Antonio Cecoro e Mauro della Valle, il quale ha ringraziato nel suo intervento il Sottosegretario Barracciu per la risoluzione del mantenimento delle strutture in Puglia, Salvatore di Mattina per il Salento. A Roma anche lo staff tecnico composto dal Direttore Generale Marco Maurelli e l’Avv. Danilo Lorenzo.

L’attuale esecutivo è intenzionato a risolvere le questioni che frenano in Italia lo sviluppo del turismo balenare ponendosi l’obiettivo, entro la fine del 2015, di attuare il doppio binario: da un lato aprire ai bandi per la aree non ancora in concessione, che certamente costituiscono un volano per nuove iniziative imprenditoriali e creano grandi numeri in termini di posti di lavoro, dall’altro il riconoscimento di un congruo periodo per le concessioni vigenti, che dovranno adattarsi in modo competitivo all’evoluzione del mercato, così come recita il principio della libera concorrenza, fondamento dell’Unione Europea. Soluzione, quella presentata dal Governo,  che  mette d’accordo tutto il mondo balenare e che rievoca un’iniziativa di Federbalneari Italia lanciata nel 2012 all’allora Ministro Piero Gnudi. In questo quadro si inserisce l’integrazione di Federbalneari  - spiega il Presidente Renato Papagni -  “ l’evidenza pubblica, per le nuove concessioni dovrà essere giustificata nel bando con un business plan trentennale. Così come alla scadenza del  2020,  le concessioni già in essere avranno bisogno di un periodo transitorio con adeguati investimenti per riorganizzare il prodotto turistico, ormai  obsoleto e privo di appel - spiega il Presidente Papagni nel suo intervento: “ Dobbiamo contare sulla nostra capacità di autorigenerarci, ma è necessaria un responsabilità pubblica, oltre a quella creativa ed  imprenditoriale”.

L'attuale esecutivo vuole prendersi le sue responsabilità in discontinuità con quanto fatto dal precedente

 

ed ha compreso il senso dell’iniziativa della petizione europea, sottoscritta dal Presidente Papagni.

Per queste ragioni l’intervento del Presidente Papagni e dell’Ufficio legale all’audizione del 27 Gennaio sarà   prima presentato allo staff tecnico del Sottosegretario Gozi rappresentato dalla Dr.ssa Simona  Zucchet che ha espresso il proprio apprezzamento per la linea impostata da Federbalneari Italia e la propria collaborazione per rendere l’iniziativa  a supporto della visione dell’Unione Europa e non in contrasto con i suoi principi.  Acquisiti importanti chiarimenti sul rinnovo delle concessioni al 2020.

 

I due binari del Governo, con la garanzia di investimenti finalizzati alla riqualificazione del prodotto turistico balenare, (con un periodo concessorio più lungo, si auspica 30 anni) sono finalmente allineati verso un’ unica, risolutiva, direzione. 

 

 

 

 

 

 

Accolta la petizione di Papagni che parteciperà alla convocazione formale del 27 gennaio 2015.               Concessioni ventennali. L’Europa  dice si.

 

 

 

Tutto da rifare? Di seguito le informazioni e i documenti.

 

 

 

 

 

La contrarietà sulla proroga ai 20 anni espressa dalla Commissione Europa è ormai un lontano ricordo. Lo scrive la risposta che viene da Bruxelles, della Commissione Petizioni in una nota indirizzata al firmatario, il Presidente Renato Papagni  la durata di ogni nuova concessione deve essere stabilita, caso per caso, dalle autorità italiane competenti, tenendo conto di garantire l’ammortamento degli investimenti e la remunerazione dei capitali investiti da parte della persona che la ottiene”.     (vedi la documentazione).  L’Europa saluta la Bolkestein. Il 27 Gennaio il Presidente di Federbalneari Italia Renato Papagni, insieme allo staff dell’Ufficio legale della Federazione, risponderà nella sede del Parlamento Europeo alla convocazione della Commissione  Petizioni.

 

 

 

 Prima di tale data La Giunta di Federbalneari Italia parteciperà in un momento separato ad un incontro esclusivo con i Sottosegretari di Stato Francesca Barracciu, Sandro Gozi e Pier Paolo Baretta  al fine di valutare congiuntamente una eventuale azione del Governo Italiano da poter così considerare di supporto alla decisione che la stessa U.E.  potrà prendere dopo la seduta del 27 gennaio. 

 

 

 

Per leggere tutta la proposta di Federbalneari Italia cliccare qui.

 

 

 

 La posizione di Federbalneari Italia in  sintesi:

 

  •  Si all’evidenza pubblica come vuole l’UE, ma solo per le Nuove Concessioni

          con bando e business plan trentennale

  • Validità  al 2020 espressa dalla U.E.

  • Attuali concessioni esistenti: da 10 a 30 anni alla scadenza del 2020 con adeguato piano di investimenti per riorganizzazione prodotto turistico balneare ed impegno per forza lavoro. Senza “Aste”.

  • Canoni: revisione con aliquota unica  per i fabbricati ed altra per la spiaggia

  • Riconoscimento valore d’azienda

  • Riallineamento dell’IVA al 10%

  • Studi di settore e determinazioni catastali

  • Norme per il mantenimento delle strutture amovibili nel periodo invernale e standard urbanistici edilizi

     

     

     

 

 

 

 

 

 

 

Un  segnale importante sul versante della Bolkestein risulta essere la petizione  accolta dalla Commissione petizioni del Parlamento europeo che legittima la proroga delle concessioni balneari fino al 2020 e lascia aperta la possibilità di rinnovare per almeno 20 anni  la durata di ogni nuova concessione, valutando caso per caso la necessità di investimento. A tal fine Federbalneari Italia ha scritto alle altre rappresentanze di categoria  per comunicare che  è ritenuto  inutile ed anche, forse, pericoloso,  procedere con un ricorso alla CORTE DI GIUSTIZIA UE per il solo riconoscimento della proroga al 2020, quando è la stessa   Europa che riconosce  i titoli pluriennali come previsto dalle vigenti leggi statali. 

 

 

 

Si trova al vaglio l'emendamento Granaiola sulla proroga dei canoni pertinenziali e sullo stop allo smontaggio delle strutture amovibili. L'appello di Federbalneari all'NCD.

 

 

 

 

 

L’emendamento è tuttora oggetto di vaglio, in punto di ammissibilità». Lo afferma il presidente della Commissione Bilancio in Senato, Antonio Azzollini (Nuovo Centro Destra), riferendosi all'emendamento sullo smontaggio delle strutture amovibili e sulla proroga dei canoni pertinenziali, in risposta alla richiesta di delucidazioni della senatrice Manuela Granaiola (Pd), al momento della trattazione dell’emendamento 1.481 alla Legge di Stabilità, che porta la sua firma.

 

 

 

Così recita l'emendamento che, se approvato, permetterebbe agli stabilimenti balneari di non smontare le strutture amovibili al termine della stagione estiva e che rimanderebbe il pagamento degli ingenti canoni pertinenziali (clicca qui per leggere l'originale):

 

 

 

Dopo il comma 80 aggiungere i seguenti:

 

 

 

80-bis. Nelle more della presentazione del provvedimento di riordino della materia delle concessioni demaniali marittime e dei relativi canoni, al fine di evitare l'insorgere di ulteriori contenziosi, il pagamento dei canoni di cui all'articolo 1, comma 251, del decreto legge n. 296 del 27 dicembre 2006, anche in riferimento ai conteziosi in atto alla data del 30 novembre 2014 è sospeso e la definizione dei canoni stessi è attuata sulla base della disciplina dettata dal provvedimento di riordino di cui al presente comma.

 

 

 

80-ter. In previsione del riordino di cui al comma 1, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo emana con proprio decreto, linee guida per le Soprintendenze regionali volte a consentire il permanere, nelle aree del demanio in concessione, dei manufatti amovibili di cui alla lettera e.5) del comma 1 dell'articolo 3 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, secondo le modalità previste dalle Regioni.

 

 

 

Per ottenere l'approvazione, Federbalenari Italia ha attivato un'azione di sensibilizzazione nei confronti dei rappresentanti politici del Nuovo Centro Destra al fine di fare approvare definitivamente l’emendamento ben scritto dalla senatrice Granaiola. Questa la richiesta del presidente Renato Papagni, rivolta a Pizzolante e, per conoscenza, al sottosegretario Pier Paolo Baretta, presente ai lavori della Commissione Bilancio in rappresentanza del governo: «L'emendamento, in queste ore sotto l’esame della Commissione Bilancio presieduta dall’On. Azzollini, è di importanza fondamentale per le sorti di migliaia di imprenditori balneari italiani. Permetterebbe infatti, in attesa del riordino delle concessioni demaniali marittime, di sospendere i maxi canoni ed evitare sorpratutto l’insorgere di ulteriori contenziosi. Molto importante, infine, è il mantenimento dei manufatti amovibili nel periodo invernale. Esprimo a tal fine questa azione di sensibilizzazione per l’approvazione definitiva in Commissione».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

Soddisfatti gli imprenditori balneari, obiettivo trovare soluzioni condivise in tempi brevi ai molteplici problemi. 

si è svolto questa mattina, a Roma, il tavolo di confronto tra tutte le Associazioni Sindacali degli imprenditori balneari e il Governo presso il Ministero del Turismo.

" Valutiamo assolutamente positivo il confronto odierno - affermano in una nota condivisa  SIB/Confcommercio, FIBA Confesercenti, CNA/Balneatori

Assobalneari Confindustria, Federbalneari/Confimprese - in quanto da una parte  abbiamo constato la disponibilità e la determinazione del Governo a trovare una soluzione condivisa, e dall'altra le nostre proposte unitarie segnano un importante passo in avanti per semplificare il confronto con il Governo".

Gli imprenditori balneari hanno poi apprezzato il dialogo franco e costruttivo espresso dai sottosegretari Barracciu e Gozi, i quali hanno affermato che il Governo è intenzionato a portare avanti le ragioni generali del settore, di chi lavora e di chi ha lavorato con soluzioni solide.

Per quanto riguarda la tempistica è emerso chiaramente che occorre arrivare quanto prima ad una soluzione definitiva del problema, tempi necessari ad elaborare una soluzione adeguata e soprattutto condivisa, che consenta al nostro paese di conservare la tipicità del nostro sistema balneare, che con 30.000 imprese e 100. 000 addetti diretti contribuisce a realizzare il 65% del prodotto turistico. 

 

 

          

FederBalneariItalia in contrasto col Governo sul disegno di legge predisposto. Da rivedere poi, il riconoscimento del valore d'azienda. Il Presidente Papagni:"  Provvedimento assolutamente inadeguato".

Il Governo è pronto a presentare il disegno di legge. FederBalneari Italia reputa opportuno che tutte le rappresentanze balneari contrastino in forma unitaria le disposizioni contenute nel provvedimento.

La giunta di FederBalneari, riunitasi il 22 Ottobre presso il Rimini Sun, ha deliberato di farsi parte promotrice di un incontro nel breve con le altre rappresentanze per concordare la strategia congiunta prima della data fissata con il Ministro Maria Carmela Lanzetta.

 

Servirà una riunione con i Presidenti di Sib, Oasi, Fiba e Assobalneari Italia per trovare la quadra sul disegno di Legge presentato in Consiglio dei Ministri con il coordinamento del Ministro per  gli Affari Regionali, le autonomie e lo sport Maria Carmela Lanzetta e la verifica di quanto già elaborato in precedenza dal Sottosegretario all'Economia e le Finanze Pierpaolo Baretta.

"Questa proposta appare assolutamente inadeguata"- il commento di Renato Papagni al termine  dell'Assemblea Nazionale di FederBalneari Italia, tenutasi il 22 Ottobre presso il Sun di Rimini. Al centro del dibattito nazionale, il riconoscimento del valore economico dell'azienda, previsto nella bozza del provvedimento, qualora gli imprenditori balneari dovranno attivare le procedure di evidenza pubblica.

Da indiscrezioni risulta previsto l'anticipo dei bandi di gara" al 2017, altro aspetto del provvedimento, recentemente modificato dal Governo, che aumenta preoccupazione e lo stato d'ansia nel settore turistico balneare italiano, fermo negli investimenti e privo di tensione evolutiva, a causa dell'incertezza delle attuali norme.

Previsto un incontro chiarificatore martedì 28 ottobre presso il Ministero dei Beni, Attività Culturali e  Turismo, ad attendere le rappresentanze balneari il Sottosegretario Francesca Barracciu.



 

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