Il Presidente Renato Papagni: “L’approvazione della Legge è la vera soluzione. Quante altre storie dovremmo sentire ancora, per arrivare ad una decisione? La categoria ha un’opportunità per fare quel salto di qualità che manca, non rappresentiamobagnini ma imprenditori. Basta fare gli ostaggi della politica.

 

 

 

 

 

La proposta è nel suo complesso positiva e può rappresentare la soluzione per la Questione Balneare. La normativa è recepita favorevolmente da Federbalneari Italia, in quanto pone norme certe e consente un Piano di rilancio del Sistema Balneare. L’evidenza pubblica è prevista dalla normative italiane dal 1933, dal Codice della Navigazione nell’art.18, dalla Legge 494 del 1993, poi dalla 296 del 2006. Oggi con il riconoscimento della professionalità e del valore commerciale è molto vantaggioso, per l’attuale concessionario, permette di realizzare un Progect e presentare un business plan con un piano di ammortamento per 30, 40, fino a 50 anni. Tuttora l’aspetto negativo e che con i Decreti Attuativi non si ha la certezza che questi paramenti siano fissati nel provvedimento.

 

E’ vero, i tempi sono stretti ed ultimamente abbiamo assistito a dimissioni eclatanti, ma ho riscontrato da alcuni componenti della Commissione, nonché dal relatore On. Tiziano Arlotti (PD), che potrebbe anche manifestarsi a breve una DETERMINAZIONE per approvare la Legge. Ad oggi la darei con il 50% di probabilità. Purtroppo, le opposizioni fanno male a dire di ritirare la Legge, di certo si può intervenire e migliorarla. Trovo del resto molto scorretto comunicare alla pubblica opinione “poi ci pensiamo e vi daremo 30 anni a tutti”, non sappiamo bene chi sarà l’interlocutore di domani.  

 

Credo fermamente in questa Legge e son certo che l’approvazione possa rappresentare la vera soluzione. Quante storie ancora, dovremmo sentire, dai politici, politicanti di turno, per arrivare a una decisione definitiva ed a un provvedimento preciso che regolarizzi la complessa materia del demanio marittimo?

 

 Di certo, dobbiamo maturare una consapevolezza anche noi concessionari balneari, e mi rivolgo anche agli altri Presidenti delle diverse Categorie, per comprendere che non rappresentano “bagnini” ma Imprenditori, che gestiscono delle aziende importanti. Deve finire l’era del richiedere l’elemosina ai politici, Assessori, Sindaci che impostano le Campagne elettorali sulla pelle dei balneari. Sarebbe come essere ostaggi.

 

La politica farà finta di ottenere la proroga? Ed in modo definitivo farà dei balneari, una categoria di precari a lungo termine? Speriamo nell’approvazione di questa Legge.

 

 

 

 

 

 

 

Dobbiamo ammettere che questa stagione balneare sta andando bene, i numeri registrano una aumento di consumi e presenze del 20/25%, ma una rondine non fa primavera. Siamo fortunati che quest’anno le condizioni climatiche siano ottime, e al mare va bene. Per questo serve certezza di investimenti, regole che permettano investimenti a lungo termine e piani strategici, insomma, un Master Plan che comprenda Concessioni, Investimenti, Innovazioni di prodotto, certezze normativa, attenzione alla qualità ed Italian Style.

 

Ad Ottobre sarà campagna elettorale certa, come sempre vanno raccontarci storie, usando il metodo del Dividit et Impera.

 

Messaggio ai naviganti: “Vogliamo continuare a restare divisi?”. L’ho detto tante volte e non mi stancherò mai di ripetere: “ Bisogna metterci tutti intorno ad un tavolo”.  Però dicono che Papagni è arrogante e prepotente, forse perchè dice la verità, come stanno realmente le cose, e ciò ai nostri amici Presidente non piace.

 

Concludo con un esempio, raccontano della Spagna una storia non vera, si stratta di falso in Atto Pubblico, in quel caso gli stabilimenti con gli alberghi che insistono sulla linea di costa erano privati: il Governo Spagnolo li ha espropriati a costo zero ed ha concesso loro un periodo che vai dai 30 ai 70 anni come corrispettivo, Proprio come in Italia? No però la favola continua a girare. Politica male informata o in mala fede. Di certo mala informazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Presidente Renato Papagni: “L’approvazione della Legge è la vera soluzione. Quante altre storie dovremmo sentire ancora, per arrivare ad una decisione? La categoria ha un’opportunità per fare quel salto di qualità che manca, non rappresentiamobagnini ma imprenditori. Basta fare gli ostaggi della politica.

 

 

 

 

 

La proposta è nel suo complesso positiva e può rappresentare la soluzione per la Questione Balneare. La normativa è recepita favorevolmente da Federbalneari Italia, in quanto pone norme certe e consente un Piano di rilancio del Sistema Balneare. L’evidenza pubblica è prevista dalla normative italiane dal 1933, dal Codice della Navigazione nell’art.18, dalla Legge 494 del 1993, poi dalla 296 del 2006. Oggi con il riconoscimento della professionalità e del valore commerciale è molto vantaggioso, per l’attuale concessionario, permette di realizzare un Progect e presentare un business plan con un piano di ammortamento per 30, 40, fino a 50 anni. Tuttora l’aspetto negativo e che con i Decreti Attuativi non si ha la certezza che questi paramenti siano fissati nel provvedimento.

 

E’ vero, i tempi sono stretti ed ultimamente abbiamo assistito a dimissioni eclatanti, ma ho riscontrato da alcuni componenti della Commissione, nonché dal relatore On. Tiziano Arlotti (PD), che potrebbe anche manifestarsi a breve una DETERMINAZIONE per approvare la Legge. Ad oggi la darei con il 50% di probabilità. Purtroppo, le opposizioni fanno male a dire di ritirare la Legge, di certo si può intervenire e migliorarla. Trovo del resto molto scorretto comunicare alla pubblica opinione “poi ci pensiamo e vi daremo 30 anni a tutti”, non sappiamo bene chi sarà l’interlocutore di domani.  

 

Credo fermamente in questa Legge e son certo che l’approvazione possa rappresentare la vera soluzione. Quante storie ancora, dovremmo sentire, dai politici, politicanti di turno, per arrivare a una decisione definitiva ed a un provvedimento preciso che regolarizzi la complessa materia del demanio marittimo?

 

 Di certo, dobbiamo maturare una consapevolezza anche noi concessionari balneari, e mi rivolgo anche agli altri Presidenti delle diverse Categorie, per comprendere che non rappresentano “bagnini” ma Imprenditori, che gestiscono delle aziende importanti. Deve finire l’era del richiedere l’elemosina ai politici, Assessori, Sindaci che impostano le Campagne elettorali sulla pelle dei balneari. Sarebbe come essere ostaggi.

 

La politica farà finta di ottenere la proroga? Ed in modo definitivo farà dei balneari, una categoria di precari a lungo termine? Speriamo nell’approvazione di questa Legge.

 

 

 

 

 

 

 

Dobbiamo ammettere che questa stagione balneare sta andando bene, i numeri registrano una aumento di consumi e presenze del 20/25%, ma una rondine non fa primavera. Siamo fortunati che quest’anno le condizioni climatiche siano ottime, e al mare va bene. Per questo serve certezza di investimenti, regole che permettano investimenti a lungo termine e piani strategici, insomma, un Master Plan che comprenda Concessioni, Investimenti, Innovazioni di prodotto, certezze normativa, attenzione alla qualità ed Italian Style.

 

Ad Ottobre sarà campagna elettorale certa, come sempre vanno raccontarci storie, usando il metodo del Dividit et Impera.

 

Messaggio ai naviganti: “Vogliamo continuare a restare divisi?”. L’ho detto tante volte e non mi stancherò mai di ripetere: “ Bisogna metterci tutti intorno ad un tavolo”.  Però dicono che Papagni è arrogante e prepotente, forse perchè dice la verità, come stanno realmente le cose, e ciò ai nostri amici Presidente non piace.

 

Concludo con un esempio, raccontano della Spagna una storia non vera, si stratta di falso in Atto Pubblico, in quel caso gli stabilimenti con gli alberghi che insistono sulla linea di costa erano privati: il Governo Spagnolo li ha espropriati a costo zero ed ha concesso loro un periodo che vai dai 30 ai 70 anni come corrispettivo, Proprio come in Italia? No però la favola continua a girare. Politica male informata o in mala fede. Di certo mala informazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Ministro accetta la proposta del Presidente Papagni: Il coordinamento nazionale allo Sviluppo Economico per la regolarizzazione del Demanio marittimo. Avanti con la riforma

 

Il DDL concessioni approdato in Commissione Finanze per lo svolgimento dell’iter parlamentare, potrebbe dar certezze che la riforma delle concessioni balneari giungerà finalmente a buon fine. Lo pensa anche il Ministro Calenda che conferma, incontrando stamane le Rappresentanze di Categoria, la linea del Governo determinato a portare aventi il provvedimento con gli stessi principi contenuti nel Disegno di Legge licenziato il 27 Gennaio in Consiglio dei Ministri.

 

Il Presidente di Federbalneari Italia, Renato Papagni concorda sulla necessità di trovare  una soluzione credendo in questa Legge che può riformare e regolarizzare il sistema balneare, e se il Ministro Calenda esprime la volontà governativa di ottenere più trasparenza, arriva la riposta da Ferderbalneari: “Subito le nuove concessioni   individuate dalle Regioni con criteri di evidenza pubblica, successivamente un periodo transitorio per adattarsi al nuovo sistema, ed infine  evidenza pubblica per tutte le attuali concessioni con criteri che garantiscano il riconoscimento del valore d’azienda, compreso l’avviamento, oltre che la professionalità e gli investimento. Chi vuole, come accade in Toscana, potrà andare subito all’evidenza pubblica, registriamo già 419 richieste di atti pluriennali che fanno riferimento alla Legge 296 del 2006.

 

Siamo per le evidenze pubbliche, come ci sono sempre state, qui a Roma abbiamo evidenze pubbliche dal 1933. Importante ora che si vadano a stabilire criteri certi e che si possa, di concerto col Governo, regolarizzare il demanio. FederBalneari non rappresenta solo grandi realtà balneari capaci di investire milioni di euro, siamo certi che, le nostre aziende di dimensione minore, con il modello delle reti imprese, possano nascere  Consorzi capaci di mettere insieme anche piccole realtà , e produrre grandi risultati di sistema per trasformare le realtà balneari e migliorare l’offerta turistica con nuovi servizi. Tra cui opere di pubblica utilità, infrastrutture, viabilità, lungomare, ripascimento contro l'erosione.

 

Servirà correggere il valore dei canoni anche migliorando l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione,

 

ma le Rappresentanze di Categoria devono iniziare a collaborare con il Governo. La Legge in corso è da migliorare e puntualizzare, per questo arriva l’appello del Presidente Papagni ai colleghi: “Diamo sostegno al Ministro Costa. Federbalneari Italia ha chiesto, invece, a Calenda un Coordinamento Nazionale della gestione del Demanio Marittimo, dopo l’abbandono da parte del Ministero delle Infrastrutture che aveva prima la competenza, ora il comparto balneare è in balia delle Regioni. Se il Governo vuole più trasparenza, costruiamo un sistema che aiuti la Pubblica Amministrazione a funzionare”.

 

La proposta legislativa del Ministro Costa può rappresentare la risposta alla risoluzione con l’interlocuazione ed il coordinamento del Ministro Calenda, allo Sviluppo Economico, si potrà sputare un ottimo risultato. P.S i Canoni e l’IVA al 22 %, questioni sollevate dal Presidente Papagni che vanno rimesse all’Ordine del Giorno: il  Ministro ha preso appunti.

 

 

Federbalneari Italia comunica ufficialmente  che incontrerà il Ministro Costa  giovedì 10 marzo a Roma.Sul Tavolo i criteri per la definizione del valore d’azienda. Poi  di nuovo a Bruxelles per la petizione  IVA al 10%

 Si è tenuto oggi lunedì 29 Febbraio, ore 15.00 presso la Sala Bernini di Carrara il Convegno  Il valore del mare. Criteri di evidenza pubblica e premialità per le imprese balneari”. Al centro del  Meeting in cui erano presenti tutti i Rappresentanti Regionali di Federbalneari Italia , la definizione dei criteri  e  i metodi  di calcolo del “valore delle imprese balneari”

Un  ragionamento economico sul demanio marittimo è di stretta attualità in questo momento di incertezza normativa , con Strasburgo che indirizza l'Europa verso l'Evidenza Pubblica  ed  il Governo che ha annunciato per ottobre il prossimo Disegno di Legge di riforma del demanio marittimo. Serve chiarezza, al prossimo incontro con il Ministro Costa, fissato per giovedì 10 Marzo, Federbalneari Italia  presenterà un Documento Programmatico con i punti fondamentali per mettere ordine giuridico al comparto balneare.

Quanto valgono le imprese operanti sul demanio marittimo in scadenza di concessione? O meglio,  quali sono i criteri per il riconoscimento del valore delle aziende, quali parametri dovranno essere valutati per le procedure di evidenza pubblica, e come sarebbe calcolato l’indennizzo per il concessionario uscente. Lavorare sulla qualità dell’offerta turistica, contribuire al miglioramento del contesto urbano ed ambientale  in cui si opera,  possono essere considerate della chances, a favore degli attuali concessionari balneari, per l’ottenimento del rinnovo delle licenze?  Le scelte imprenditoriali possono essere considerate  un valore aggiunto?

 Il demanio è dello Stato ma l’azienda l’ha creata l’imprenditore turistico. L’impresa balneare  presenta asset tangibili ed intangibili, e poi gli investimenti, possono riguardare il demanio marittimo ed interventi di pubblica utilità, che devono essere riconosciuti nella valutazione del valore economico delle imprese balneari.

C’è una norma del Codice della Navigazione che considera questi concetti: l’art 18,  tutt’ora valido ed efficace nel quadro normativo nazionale, già prevede e disciplina una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzata da elementi di competitività  ed evidenza pubblica, così come l'Europa richiede agli Stati membri.

Un pool di esperti del settore sta lavorando su un modello finanziario certo,  su cui verranno effettuate simulazioni e prove su tutte le tipologie di impresa balneare.

Infine l’IVA al 10 %, è un altro dei punti cardine che la Federazione ha individuato come  priorità nel 2016.

 

Federbalneari Italia ha condotto uno studio diretto ad evidenziare l’impatto, in termini di gettito IVA, che produrrebbe una riduzione dell’aliquota IVA nel settore delle attività degli stabilimenti balneari dal 22 % al 10%.

La stima viene effettuata sulla base dei dati dell’Agenzia delle Entrate, disponibili per la dichiarazione 2006 e seguenti, con particolare riguardo alle macro – classi con classificazione ATECO del 2004 e non tutte le classi contemplate dalla tabella elaborata dall’ISTAT.

Tali macro – classi possono riferirsi anche a soggetti non strettamente connessi al settore del turismo ed alcune classi trascurate potrebbero includere, invece, alcune attività propriamente turistiche.

 

 

 

 

 

 

La riduzione dell’IVA per il comparto balneare (poiché viene calcolata sull’aliquota al 22%, dovrebbe attestarsi su 12 punti percentuali. Nei dati che verranno pubblicati domani si dimostrerà come  la riduzione di gettito fiscale che ne deriva avrebbe un impatto, in termini di costi, ampiamente neutralizzato e assorbito con una maggiore trasparenza fiscale e con emersione di base imponibile.

Federbalneari ha ottenuto da Bruxelles il riconoscimento della legge 296/2006 sulle concessioni ventennali. Ora si punta sull'Iva al 10%, che insieme  alla revisione dei canoni, equi e compatibili, sarà la scelta che metterà in condizioni di dare un futuro al turismo balneare.

 

 

 

 

 

 

 

 

17 Feb 2016

 

 

Federbalenari Italia incontrerà il Ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa seperatamente. Questa è altre notizie nella lettera inviata dal Presidente Papagni al neo Ministro che sostituisce Maria Carmela Lanzetta. " L'Europa vuole rendere il turismo balenare competitivo, bene. Gli imprenditori balneari devono battere i competitors rinnovando e ammodernando l'offerta come in qualsiasi altro mercato.

Egr. Sig. Ministro,

Le scrivo in qualità di Presidente di Federbalneari Italia, Associazione di Categoria che rappresenta oltre 2000 imprese nel panorama balneare italiano, al fine di fissare la data per un incontro, successivamente alla riunione interregionale sul Demanio di giovedì 17 febbraio.
Federbalneari Italia si è sempre distinta dalle altre Rappresentanze del settore, per aver espresso nel corso degli anni una linea diversa e pragmatica, propriamente di taglio imprenditoriale e non filosindacale, finalizzata alla risoluzione definitiva della questione nazionale. Pur comprendendo l’urgenza di un provvedimento risolutivo per le sorti del comparto turistico balenare, e manifestando piena solidarietà per i colleghi imprenditori balneari che hanno deciso di presidiare il Palazzo della Regione Liguria, non condividiamo nella forma, la scelta di manifestare in piazza al fine di sollecitare il Governo nelle scelte legislative.
Che sia il 2016, o il 2020 se Strasburgo si esprimerà favorevolmente sulla Legge 17 Dicembre 2012 n°221, l’evidenza pubblica sarà solo una questione di tempo, per le concessioni pluriennali è già vigente.
C’è consapevolezza nel mondo balneare, che il riconoscimento del valore dell’azienda e la rideterminazione del periodo concessorio in funzione di una programmazione certa di investimenti, siano le formule giuste per riequilibrare passato e futuro del settore e garantire sviluppo economico e libera concorrenza. Esistono leggi vigenti che possono autorizzare questo operazione, mettendo il concessionario balneare nella posizione di scegliere se e come dare certezza al proprio futuro. L’Europa vuole rendere il settore competitivo, gli imprenditori turistici devono battere i competitors, rinnovare e ammodernarsi come in qualsiasi mercato, investire e diversificare l’offerta, programmare e contribuire al miglioramento dell’ambiente in cui opera, finanziando anche progetti di pubblica utilità.
La stessa Commissione Europa a Bruxelles, ha espresso parere favorevole in tal senso, in risposta alla petizione presentata da Federbalneari Italia, facendo intendere che è il Governo italiano che deve prendere una posizione, e non l’Europa. Crediamo questa sia la nuova sfida del settore, e il Governo può cogliere l’ opportunità inserendo questi principi nel prossimo dispositivo Legislativo che verrà presentato. I Legislatori potrebbero considerare formule di partnership privata finalizzate alla realizzazione di progetti di riqualificazione urbanistica e ambientale ed ammodernamento dei paesaggi costieri

Il Codice della Navigazione si fonda su tali principi: l’art 18, tutt’ora valido ed efficace nel quadro normativo nazionale, prevede e disciplina una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzata da elementi di competitività ed evidenza pubblica, così come la Bolkestein richiede agli Stati membri.
Federbalneari Italia segue da tempo questa linea, intraprendendo da tempo un percorso di richiesta delle concessioni ventennali con l’obiettivo di investire sulla programmazione del futuro e trasformare l’offerta balneare, raccogliendo già diversi casi di ottenimento di titoli pluriennali. La strada è ancora in salita, le Amministrazioni locali prendono tempo in attesa delle decisioni governative, ma crediamo fortemente che questa sia la direzione.
Sarà molto interessante avere la possibilità di esporre tali questioni in un incontro.

Le porgo i miei migliori saluti.


Il Presidente
Renato Papagni

 

 

 

Federbalneari Italia comprende l’urgenza di un provvedimento risolutivo per le sorti del comparto turistico balenare e manifesta piena solidarietà per i colleghi imprenditori balneari che hanno deciso di presidiare  il Palazzo della Regione Liguria a Roma il 17 Febbraio, pur non condividendo nella forma, la scelta della manifestazione come strumento  finalizzato a sollecitare il Governo ad assumere le necessarie iniziative a riguardo.

 

 

“Tutti dovrebbero procedere con  le richieste ventennali, non con una marcia su Roma”. Con una battuta il  Presidente Renato Papagni sintetizza la posizione di Federbalneari Italia a poche settimane della  presentazione, da parte del Governo, del Disegno di Legge sulle Spiagge. “ Chi si sta occupando della materia, in Senato, nel Governo e nella Commissione Europea, conosce benissimo le problematiche del comparto e le istanze degli imprenditori balneari”, non servirà un’ennesima manifestazione di piazza”.

 

Federbalneari da tempo detiene un approccio pragmatico per risolvere la situazione, in attesa  delle nuove norme che disciplineranno il Demanio Marittimo, bisogna applicare le leggi tutt’ora vigenti

C’è una norma del Codice della Navigazione che considera questi concetti: l’art 18,  tutt’ora valido ed efficace nel quadro normativo nazionale, già prevede e disciplina una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzata da elementi di competitività  ed evidenza pubblica, così come la Bolkestetin richiede agli Stati membri.

Federbalneari Italia segue  già da tempo questa linea, intraprendendo da tempo percorso di richiesta delle concessioni ventennali con l’obiettivo di investire sulla programmazione del futuro e trasformare l’offerta balneare,  raccogliendo già diversi casi di ottenimento di titoli pluriennali, in Puglia e Toscana. La strada è ancora in salita, le Amministrazioni locali prendono tempo in attesa delle decisioni governative, ma crediamo fortemente che la rideterminazione del periodo concessione in funzione degli investimenti attraverso l’applicazione dell’art 18  del Regolamento del Codice della Navigazione  sia la strada per superare la Bolkestetin.

La vera questione da affrontare in questo particolare momento è il riconoscimento del Valore d’Azienda, al centro del Convegno organizzato da Federbaleneari Italia in occasione di Carrara Fiere,che  si terrà il 29 Febbraio nella Sala Bernini dal titolo: “ Il valore del mare. Criteri di evidenza pubblica e premialità per le imprese balneari.”

 

Il demanio è dello Stato ma l’azienda l’ha creata l’imprenditore turistico,  l’evidenza pubblica è ormai solo una questione temporale, dal 2020 o dal 2016  lo deciderà a breve Strasburgo la Corte di Giustizia Europea, ed il Governo sembrerebbe intenzionato a concedere un periodo transitorio per gli attuali concessionari balneari. Così l’evidenza pubblica è solo rimandata. “ Chi investe vince”!   - conclude il  Presidente Papagni-.

 

 

Federbalneari Italia comprende l’urgenza di un provvedimento risolutivo per le sorti del comparto turistico balenare e manifesta piena solidarietà per i colleghi imprenditori balneari che hanno deciso di presidiare  il Palazzo della Regione Liguria a Roma il 17 Febbraio, pur non condividendo nella forma, la scelta della manifestazione come strumento  finalizzato a sollecitare il Governo ad assumere le necessarie iniziative a riguardo.

 

 

“Tutti dovrebbero procedere con  le richieste ventennali, non con una marcia su Roma”. Con una battuta il  Presidente Renato Papagni sintetizza la posizione di Federbalneari Italia a poche settimane della  presentazione, da parte del Governo, del Disegno di Legge sulle Spiagge. “ Chi si sta occupando della materia, in Senato, nel Governo e nella Commissione Europea, conosce benissimo le problematiche del comparto e le istanze degli imprenditori balneari”, non servirà un’ennesima manifestazione di piazza”.

 

Federbalneari da tempo detiene un approccio pragmatico per risolvere la situazione, in attesa  delle nuove norme che disciplineranno il Demanio Marittimo, bisogna applicare le leggi tutt’ora vigenti

C’è una norma del Codice della Navigazione che considera questi concetti: l’art 18,  tutt’ora valido ed efficace nel quadro normativo nazionale, già prevede e disciplina una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzata da elementi di competitività  ed evidenza pubblica, così come la Bolkestetin richiede agli Stati membri.

Federbalneari Italia segue  già da tempo questa linea, intraprendendo da tempo percorso di richiesta delle concessioni ventennali con l’obiettivo di investire sulla programmazione del futuro e trasformare l’offerta balneare,  raccogliendo già diversi casi di ottenimento di titoli pluriennali, in Puglia e Toscana. La strada è ancora in salita, le Amministrazioni locali prendono tempo in attesa delle decisioni governative, ma crediamo fortemente che la rideterminazione del periodo concessione in funzione degli investimenti attraverso l’applicazione dell’art 18  del Regolamento del Codice della Navigazione  sia la strada per superare la Bolkestetin.

La vera questione da affrontare in questo particolare momento è il riconoscimento del Valore d’Azienda, al centro del Convegno organizzato da Federbaleneari Italia in occasione di Carrara Fiere,che  si terrà il 29 Febbraio nella Sala Bernini dal titolo: “ Il valore del mare. Criteri di evidenza pubblica e premialità per le imprese balneari.”

 

Il demanio è dello Stato ma l’azienda l’ha creata l’imprenditore turistico,  l’evidenza pubblica è ormai solo una questione temporale, dal 2020 o dal 2016  lo deciderà a breve Strasburgo la Corte di Giustizia Europea, ed il Governo sembrerebbe intenzionato a concedere un periodo transitorio per gli attuali concessionari balneari. Così l’evidenza pubblica è solo rimandata. “ Chi investe vince”!   - conclude il  Presidente Papagni-.

 

 

Federbalneari Italia comprende l’urgenza di un provvedimento risolutivo per le sorti del comparto turistico balenare e manifesta piena solidarietà per i colleghi imprenditori balneari che hanno deciso di presidiare  il Palazzo della Regione Liguria a Roma il 17 Febbraio, pur non condividendo nella forma, la scelta della manifestazione come strumento  finalizzato a sollecitare il Governo ad assumere le necessarie iniziative a riguardo.

 

 

“Tutti dovrebbero procedere con  le richieste ventennali, non con una marcia su Roma”. Con una battuta il  Presidente Renato Papagni sintetizza la posizione di Federbalneari Italia a poche settimane della  presentazione, da parte del Governo, del Disegno di Legge sulle Spiagge. “ Chi si sta occupando della materia, in Senato, nel Governo e nella Commissione Europea, conosce benissimo le problematiche del comparto e le istanze degli imprenditori balneari”, non servirà un’ennesima manifestazione di piazza”.

 

Federbalneari da tempo detiene un approccio pragmatico per risolvere la situazione, in attesa  delle nuove norme che disciplineranno il Demanio Marittimo, bisogna applicare le leggi tutt’ora vigenti

C’è una norma del Codice della Navigazione che considera questi concetti: l’art 18,  tutt’ora valido ed efficace nel quadro normativo nazionale, già prevede e disciplina una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzata da elementi di competitività  ed evidenza pubblica, così come la Bolkestetin richiede agli Stati membri.

Federbalneari Italia segue  già da tempo questa linea, intraprendendo da tempo percorso di richiesta delle concessioni ventennali con l’obiettivo di investire sulla programmazione del futuro e trasformare l’offerta balneare,  raccogliendo già diversi casi di ottenimento di titoli pluriennali, in Puglia e Toscana. La strada è ancora in salita, le Amministrazioni locali prendono tempo in attesa delle decisioni governative, ma crediamo fortemente che la rideterminazione del periodo concessione in funzione degli investimenti attraverso l’applicazione dell’art 18  del Regolamento del Codice della Navigazione  sia la strada per superare la Bolkestetin.

La vera questione da affrontare in questo particolare momento è il riconoscimento del Valore d’Azienda, al centro del Convegno organizzato da Federbaleneari Italia in occasione di Carrara Fiere,che  si terrà il 29 Febbraio nella Sala Bernini dal titolo: “ Il valore del mare. Criteri di evidenza pubblica e premialità per le imprese balneari.”

 

Il demanio è dello Stato ma l’azienda l’ha creata l’imprenditore turistico,  l’evidenza pubblica è ormai solo una questione temporale, dal 2020 o dal 2016  lo deciderà a breve Strasburgo la Corte di Giustizia Europea, ed il Governo sembrerebbe intenzionato a concedere un periodo transitorio per gli attuali concessionari balneari. Così l’evidenza pubblica è solo rimandata. “ Chi investe vince”!   - conclude il  Presidente Papagni-.

 

 

 

Migliaia di concessioni pluriennali previste per l’apertura della stagione. 20 anni di concessione e riconoscimento del valore d’azienda. La soluzione anti Bolkestein, così come il problema, è in casa.

La stagione balneare è alle porte, ma per molti imprenditori potrebbe anche essere l’ultima, il Governo ancora non da certezze sulla scadenza al 2015 delle concessioni. Con queste premesse si è riunita oggi la Giunta Nazionale di Federbalneari Italia al Polo Natatorio del Lido di Roma. Perché una “soluzione” per la Bolkestein c’è, ed è in casa. A confermare la notizia sono il pool di avvocati  presenti all’incontro, il Prof. Zunarelli, Docente all’Università di Bologna di Diritto Marittimo, l’Avv. Danilo Lorenzo, responsabile Area Legale di Federbalneari Italia e l’Avv. Ettore Nesi,  la cui sentenza vinta recentemente con un ricorso al TAR della Toscana ha ristabilito chiarezza sul diritto di superfice. In sintesi,  ad evidenza pubblica potrebbe andare l’arenile, ma non le aziende, con i propri asset tangibili ed intangibili  che insistono sul Demanio dello Stato. Presenti all’appuntamento nazionale, i vice presidenti Mauro Della Valle e Antonio Cecoro e il direttore federale Marco Maurelli, con al seguito una nutrita rappresentanza di concessionari provenienti dalla Puglia, dalla Campania e dal Lazio. All’appello anche il Presidente di Federbalneari Abruzzo Morgan Di Concetto e le rappresentanze di Sardegna e Calabria.

Importante il contributo delle Associazioni Territoriali, in quanto si è stabilita oggi la Cabina di Regia finalizzata al coordinamento regionale  per  le  procedure di richiesta  per il titolo della concessione pluriennale, ovvero l’ottenimento dei 20 anni. Spiega il Presidente Renato Papagni: “In sostanza, l’obiettivo di Federbalneari Italia, anticipando le decisioni ancora incerte del Governo, è quello di predisporre tutta la documentazione e le procedure per la richiesta da parte, di ogni concessionario, di atti pluriennali.

I Comuni d’Italia riceveranno a breve le pratiche, per l’ottenimento dei 20 anni di concessione – continua il Presidente di Federbalneari Italia – “ La petizione presentata a Bruxelles viene confermata dall’ordinanza del Tar di Lecce ovvero quella di tenere fuori le attuali concessioni demaniali dalle procedure ad evidenza pubblica, considerato che le stesse sarebbero già coerenti con i principi sanciti dall’Europa. Ciò determinerebbe la fuoriuscita delle stesse concessioni dalla Direttiva Bolkestein e la possibilità di Concessioni Ventennali in funzione degli investimenti che dovranno essere messi in campo dai balneari.

 

Stabilite dunque, nel corso della riunione di Giunta, le modalità di richiesta degli atti pluriennali attraverso l’invio di una relazione tecnico legale che Federbalneari Italia trasmetterà a tutte le Amministrazioni Comunali di competenza ed a quelle regionali per una opportuna attività di sensibilizzazione sulle attività da svolgere.  Arriveranno ai comuni costieri di competenza le domande di richiesta di concessioni ventennali, che saranno inquadrate seguendo la relazione tecnico legale, che rappresenta una visione omogenea e nazionale  da declinare su tutte le coste italiane.  Conclude il Presidente Papagni: “Per  la fine del 2015 sarà consolidata la procedura, se poi il “doppio binario” previsto dal Governo dovesse essere attuato, ben venga, noi procederemo per i 20 anni”. 

 

 

 

 

  

 

Balnearia 2015, si terrà martedì 24 febbraio, alle ore 15:00 la Tavola rotonda, presso Sala Convegni Bernini, 1° Piano  del Centro Servizi di Carrara Fiere. Migliaia di concessioni pluriennali a partire dal mese di maggio

 

A Carrara la Tavola rotonda per mettere a punto la “soluzione” per la Bolkestein  di Federbalneari Italia. La sentenza del Tar di Lecce legittima la proposta presentata a Bruxelles, ovvero quella di tenere fuori le attuali concessioni demaniali dalle procedure ad evidenza pubblica, considerato che le stesse sarebbero già coerenti con i principi sanciti dall’Europa. Ciò determinerebbe la fuoriuscita delle stesse concessioni dalla Direttiva Bolkestein e la possibilità di  Concessioni ventennali in funzione degli investimenti. Se il Governo non chiude il DDL Spiagge entro il 2015, migliaia di richieste di concessioni pluriennali arriveranno  a tutti i Comuni italiani. Al centro del dibattito, oltre il nuovo DDL spiagge che il Governo presenterà nel mese di Marzo, le questioni più  tecniche, la determinazione dei canoni demaniali, L’allineamento delle aliquote Iva dal 22% al 10 % per il sistema balneare, così come è per gli altri attori nel turismo Il dopo Bruxelles prosegue seguendo la calendarizzazione di incontri con i gruppi parlamentari, iniziata proprio nella sede del Parlamento Europeo, dove il Presidente Papagni ha presentato la petizione che apre la strada al rilancio del settore turistico balneare, e del resto anche al Governo, che sta completando un censimento che definisce il 60% della costa finalizzata alla così detta “evidenza pubblica”. L’istanza presentata di Federbalenari Italia ha infatti ribadito il doppio binario precedentemente espresso in diversi incontri governativi: evidenza pubblica per le aree demaniali marittime  in gran parte disponibili,  e periodo transitorio per le attuali imprese balneari, giustificato dalla garanzia di investimenti finalizzati alla riqualificazione del prodotto turistico balenare, (con un periodo concessorio più lungo, si auspica 30 anni),  soluzione che  dovrebbe traghettare il settore verso l’uscita della crisi e dare garanzie di stabilità alle attuali imprese. La Commissione  Europea  (Petizioni), dopo aver ascoltato le istanze di Federbalneari Italia,  ha dichiarato di impegnarsi con le istituzioni italiane e di mantenere aperta la questione, facendo richiesta al Governo Italiano, affinchè vengano tutelati i principi della direttiva servizi e delle attuali concessioni balneari, già rilasciate attraverso procedura di evidenza pubblica.  Ma i segnali che giungono dal Governo Renzi non definiscono ancora chiaramente le intenzioni dell’esecutivo sulle sorti del settore turistico balneare. Se da una parte arriva l’annuncio  del nuovo Disegno di Legge, praticamente ormai pronto, dall’altra,  con il Milleproroghe, si mettono in ginocchio più di 220 imprese, ovvero quei casi che, applicando la  legge finanziaria del Governo Prodi del 2006, hanno subito un ingiusto aumento del canone da 10-15.000 euro l’anno fino a 100.000 ed anche oltre. Nell’emendamento 10.30 presentato dall’On. Pizzolante - spiega il Presidente Papagni - si chiedeva semplicemente uno slittamento dei pagamenti in attesa della riforma delle concessioni e dei canoni. Continuano così  le riunioni di Federbalneari Italia con i gruppi parlamentari.  La partita si giocherà  presto in Parlamento, nella Commissione Attività Produttive dove i voti di tutti i gruppi politici peseranno notevolmente sulla bilancia dell’approvazione del disegno di legge.  Proseguono per questo gli incontri con i rappresentanti di Forza Italia e del PD,  recente quello con Capo gruppo della Lega Nord Fedriga, previsti con Salvini, e gli esponenti del Movimento 5 Stelle.  A Balnearia, martedì 24 febbraio, le risultanze di tutte le riunioni ed il documento di riordino del demanio marittimo.

 

 

 

 

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