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Federbalneari Italia comprende l’urgenza di un provvedimento risolutivo per le sorti del comparto turistico balenare e manifesta piena solidarietà per i colleghi imprenditori balneari che hanno deciso di presidiare  il Palazzo della Regione Liguria a Roma il 17 Febbraio, pur non condividendo nella forma, la scelta della manifestazione come strumento  finalizzato a sollecitare il Governo ad assumere le necessarie iniziative a riguardo.

 

 

“Tutti dovrebbero procedere con  le richieste ventennali, non con una marcia su Roma”. Con una battuta il  Presidente Renato Papagni sintetizza la posizione di Federbalneari Italia a poche settimane della  presentazione, da parte del Governo, del Disegno di Legge sulle Spiagge. “ Chi si sta occupando della materia, in Senato, nel Governo e nella Commissione Europea, conosce benissimo le problematiche del comparto e le istanze degli imprenditori balneari”, non servirà un’ennesima manifestazione di piazza”.

 

Federbalneari da tempo detiene un approccio pragmatico per risolvere la situazione, in attesa  delle nuove norme che disciplineranno il Demanio Marittimo, bisogna applicare le leggi tutt’ora vigenti

C’è una norma del Codice della Navigazione che considera questi concetti: l’art 18,  tutt’ora valido ed efficace nel quadro normativo nazionale, già prevede e disciplina una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzata da elementi di competitività  ed evidenza pubblica, così come la Bolkestetin richiede agli Stati membri.

Federbalneari Italia segue  già da tempo questa linea, intraprendendo da tempo percorso di richiesta delle concessioni ventennali con l’obiettivo di investire sulla programmazione del futuro e trasformare l’offerta balneare,  raccogliendo già diversi casi di ottenimento di titoli pluriennali, in Puglia e Toscana. La strada è ancora in salita, le Amministrazioni locali prendono tempo in attesa delle decisioni governative, ma crediamo fortemente che la rideterminazione del periodo concessione in funzione degli investimenti attraverso l’applicazione dell’art 18  del Regolamento del Codice della Navigazione  sia la strada per superare la Bolkestetin.

La vera questione da affrontare in questo particolare momento è il riconoscimento del Valore d’Azienda, al centro del Convegno organizzato da Federbaleneari Italia in occasione di Carrara Fiere,che  si terrà il 29 Febbraio nella Sala Bernini dal titolo: “ Il valore del mare. Criteri di evidenza pubblica e premialità per le imprese balneari.”

 

Il demanio è dello Stato ma l’azienda l’ha creata l’imprenditore turistico,  l’evidenza pubblica è ormai solo una questione temporale, dal 2020 o dal 2016  lo deciderà a breve Strasburgo la Corte di Giustizia Europea, ed il Governo sembrerebbe intenzionato a concedere un periodo transitorio per gli attuali concessionari balneari. Così l’evidenza pubblica è solo rimandata. “ Chi investe vince”!   - conclude il  Presidente Papagni-.

 

 

Federbalneari Italia comprende l’urgenza di un provvedimento risolutivo per le sorti del comparto turistico balenare e manifesta piena solidarietà per i colleghi imprenditori balneari che hanno deciso di presidiare  il Palazzo della Regione Liguria a Roma il 17 Febbraio, pur non condividendo nella forma, la scelta della manifestazione come strumento  finalizzato a sollecitare il Governo ad assumere le necessarie iniziative a riguardo.

 

 

“Tutti dovrebbero procedere con  le richieste ventennali, non con una marcia su Roma”. Con una battuta il  Presidente Renato Papagni sintetizza la posizione di Federbalneari Italia a poche settimane della  presentazione, da parte del Governo, del Disegno di Legge sulle Spiagge. “ Chi si sta occupando della materia, in Senato, nel Governo e nella Commissione Europea, conosce benissimo le problematiche del comparto e le istanze degli imprenditori balneari”, non servirà un’ennesima manifestazione di piazza”.

 

Federbalneari da tempo detiene un approccio pragmatico per risolvere la situazione, in attesa  delle nuove norme che disciplineranno il Demanio Marittimo, bisogna applicare le leggi tutt’ora vigenti

C’è una norma del Codice della Navigazione che considera questi concetti: l’art 18,  tutt’ora valido ed efficace nel quadro normativo nazionale, già prevede e disciplina una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzata da elementi di competitività  ed evidenza pubblica, così come la Bolkestetin richiede agli Stati membri.

Federbalneari Italia segue  già da tempo questa linea, intraprendendo da tempo percorso di richiesta delle concessioni ventennali con l’obiettivo di investire sulla programmazione del futuro e trasformare l’offerta balneare,  raccogliendo già diversi casi di ottenimento di titoli pluriennali, in Puglia e Toscana. La strada è ancora in salita, le Amministrazioni locali prendono tempo in attesa delle decisioni governative, ma crediamo fortemente che la rideterminazione del periodo concessione in funzione degli investimenti attraverso l’applicazione dell’art 18  del Regolamento del Codice della Navigazione  sia la strada per superare la Bolkestetin.

La vera questione da affrontare in questo particolare momento è il riconoscimento del Valore d’Azienda, al centro del Convegno organizzato da Federbaleneari Italia in occasione di Carrara Fiere,che  si terrà il 29 Febbraio nella Sala Bernini dal titolo: “ Il valore del mare. Criteri di evidenza pubblica e premialità per le imprese balneari.”

 

Il demanio è dello Stato ma l’azienda l’ha creata l’imprenditore turistico,  l’evidenza pubblica è ormai solo una questione temporale, dal 2020 o dal 2016  lo deciderà a breve Strasburgo la Corte di Giustizia Europea, ed il Governo sembrerebbe intenzionato a concedere un periodo transitorio per gli attuali concessionari balneari. Così l’evidenza pubblica è solo rimandata. “ Chi investe vince”!   - conclude il  Presidente Papagni-.

  

 

 

(Aree Demaniali Marittime ad uso Turistico ricreativo).

 

In merito a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate circa le modalità per l’aggiornamento degli Atti Catastali, si evidenziano le seguenti criticità:

 

Catasto Terreni: non è chiaro il confine catastale dal quale individuare le aree di terreno demaniale, da quello che è concesso dal Demanio agli stabilimenti.

 

Superfici delle aree in concessione: vi è un evidente scollegamento tra le superfici demaniali date in concessione e le aree rappresentate dalle particelle catastali.

 

Altra questione determinante la assume l’area di sedime e l’area utilizzata per posizionamento ombrelloni, sdraie, lettini, ecc.

Le aree al contorno dei fabbricati da accatastare sono riutilizzate a sussidio degli stessi.

Le aree fronte mare sono invece “arredate” nel periodo estivo, e poi lasciate libere a Settembre/Ottobre (fino ad Aprile/Maggio dell’anno successivo).

In alcuni casi ci sono grandi superfici, destinate al verde, passeggiata pubblica e uso pubblico per 12 mesi che non possono essere considerate nella superficie da computare.

Valori di estimo delle Aree.

Si dovrà in primis considerare che sono:

- inedificabili

- super vincolate

- utilizzabili per posizionare ombrelloni, sdraio, lettini ad esclusione delle impronte dei fabbricati.

- che sono oggetto di uso pubblico per 12 mesi l’anno, sulle quali il Concessionario mantiene Sicurezza, Manutenzione, Agibilità.

- che in molti casi, sono aree a verde, macchia mediterranea, a spazio per giochi, e per uso pubblico.

I valori di estimo non hanno nessun riferimento per determinazione comparativa per le aree verdi e a servizi.

 

Catasto Fabbricati: non è chiaro il metodo che viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate, circa il valore da attribuirsi alla singola unità immobiliare da censire.

 

Per le opere in muratura di proprietà dello Stato (opere incamerate) stabili e definite PERTINENZE, nessun dubbio sulla convinzione di accatastare.

La questione invece dubbia, riguarda tutte le opere definite di facile rimozione di proprietà del Concessionario, utilizzate solo per alcuni periodi (mesi estivi). Su tali opere si deve inoltre far presente che le stesse possono modificarsi (montaggi e smontaggi) quando non sono oggetto di effettiva domanda turistica.

(Es.: disongo di 100 cabine, 30 le ho smontate, le rimonto solo se c’è richiesta).

Si procede alla variazione catastale ogni anno?

Si accatastano le tende viareggine e gli ombrelloni?

In relazione al punto precedente, è opportuno conoscere il dispositivo di legge che determina queste scelte, congiuntamente alla decisione che siamo di fronte a Stabilimenti industriali D 8.

Sono strutture su area dello Stato, con opere di facile rimozione.

La Circolare 6/2012 è un’interpretazione interna, alcuni elementi:

-             I complessi balneari non sono  STRUTTURE COMMERCIALI, ma TURISTICHE su Area Demaniale con attività Stagionale e non oggetto di atti di acquisto (vendita con valutazioni commerciali (tutto ciò è previsto dal Codice della Navigazione.

Nell’Atto di Concessione sono previsti una serie di oneri a carico del Concessionario che debbono essere considerati e cioè:

La Manutenzione Ordinaria e Straordinaria dei fabbricati di proprietà dello stato dati in Concessione.

Il mantenimento della stabilità strutturale a norma igienico-sanitaria, sicurezza, ecc. anche in caso di eventi climatici straordinari (alluvioni, mareggiate, erosioni, trombe marine ecc.

Mantenimento della Sicurezza a Mare per tutti coloro che transitano sulla fascia dei 5 metri di battigia definita per il libero transito anche ai fini della Balneazione.

Il mantenimento e la pulizia dell’intera concessione, aperta per accessibilità vedi Legge n. 296/2006 per 12 mesi l’anno.

E’ appena il caso di rammentare che il reddito d’impresa fa capo ad altri sistemi fiscali.

Si dovrà quindi spiegare che le determinazioni dei valori catastali vanno riferiti al “costo di ricostruzione” adeguatamente abbattuto per vetustà.

A tale proposito si evidenzia l’erroneo comportamento di STIMA maturato dagli uffici Regionali.

Stimo il valore commerciale del Bar e/o Ristorante fronte lo stabilimento su area privata ed in regime di affitto e parametro quello dell’area demaniale in concessione.. E’ inadeguato per quanto detto in precedenza. E’ da rimuovere come concetto e convincimento di Stima.

 

Conclusioni:

 

Ad oggi risulta molto complesso se non impossibile, censire in modo corretto gli stabilimenti balneari dal punto di vista catastale.

 

Se si dovesse riconfinare l’area delle particelle catastali sul terreno, si evidenzierebbe per molti stabilimenti una discrepanza tra lo stato di fatto (reale) e quello determinato dal confine catastale.

 

Poiché però il catasto ragiona in termini di particelle, queste andranno adeguate allo stato di fatto e alla Concessione Demaniale.

 

In termini di accatastamento urbano, si evidenzia che le singole attività non possono essere classate come attività commerciali, ma dovrà essere dato loro un valore congruo che richiama la struttura turistica propriamente detta, ma che non trova riscontro come categoria catastale presso l’Agenzia delle Entrate.

 

Dovranno essere riparametrati tutti i valori delle singole unità.

 

Esempio cabine: le cabine dovranno avere un valore che possa essere rapportato all’effettivo tempo di utilizzo delle stesse. Il costo di ricostruzione di una cabina in legno è di gran lunga inferiore in rapporto, al valore indicato dall’Agenzia delle entrate.

 

Esempio arenile (superfice scoperta): il valore dell’area della superfice scoperta dovrà essere un valore minimo: di fatto è il passaggio per consentire l’accesso alle strutture  dello stabilimento.

 

Esempio aree a verde: anche in questo caso ci troviamo davanti ad un’area improduttiva, che necessiterebbe di una valutazione specifica.

 

Il Demanio ha fissato una differenza tra opere di difficile e di facile rimozione.

 

Il Catasto fissa una differenza tra opere stabili e opere rimosse ad esempio in periodi non produttivi.

 

Considerando che ci sono opere di facile rimozione, che alcune non vengono rimosse, ma che non producono alcun reddito nei mesi invernali, forse è opportuno valutare obiettivamente il loro valore.

 

 

 

 

  

 

In occasione dell’incontro presso il SOSE, finalizzato alla valutazione di osservazioni utili alla revisione dello Studio WG60U - Stabilimenti Balneari, cui la nostra Associazione è stata invitata in rappresentanza della categoria, il nostro consulente fiscale, Dott. Di Curzio Roberto, che in quella sede ci rappresentava, in accordo con gli organi associativi della Federbalneari Italia, ha inteso proporre considerazioni che ha riscosso l’interesse dei funzionari del MEF e dei rappresentanti delle altre Associazioni presenti.

L’intervento ha, in sintesi, rilevato la carenza, nei dati forniti nello Studio di Settore, di un solo elemento che recepisse nelle elaborazioni matematico-statistiche la variabile “tempo meteorologico” che influenza in modo essenziale le attività balneari, impedendone di fatto l’esercizio nei di periodi di maltempo.

Infatti né gli elementi strutturali (dotazioni, superfici in concessione, ecc..), né le variabili di costo (personale, consumi, concessioni, ecc..) vengono condizionate da tali eventi.

Per ovviare l’incongruenza e l’iniquità della situazione, è stata suggerita l’introduzione nello Studio di un dato, che potremmo ipotizzare “giorni di maltempo”, che con le dovute ponderazioni influenzasse il calcolo del reddito puntuale e minimo, nonché la congruità e la coerenza.

L’elemento “giorni di maltempo” di fonte ufficiale ( Aeronautica Militare):

-          Garantirebbe il MEF da eventuali abusi da parte del contribuente;

-          Avrebbe un’apprezzabile precisione geografica, differenziando zone con maggior o minor numero di giorni lavorativi, cioè di bel tempo;

-          Sarebbe di facile reperimento per il contribuente;

-          Assicurerebbe, oggettivamente, una maggior equità allo strumento presuntivo dello Studio di Settore.

La proposta è stata ritenuta dai partecipanti molto interessante ed  ha riscosso  l’interesse, sia dei funzionari del SOSE, che valuteranno le modalità con cui recepire l’idea negli aggiornamenti e/o nelle nuove versioni dello Studio, sia dai rappresentanti delle altre Associazioni di Categoria presenti all’incontro, che si sono proposti per formalizzare l’osservazione al Ministero congiuntamente.

Certi che l’intervento, in quanto recepito dal MEF, possa contribuire ad una maggiore equità fiscale e ricondurre i calcoli statistici dello Studio di Settore ad una migliore aderenza alle concrete fattispecie,  e nel costante intento di tutelare gli interessi degli associati e della categoria dei Balneari,  porgiamo ai nostri Soci, calorosi saluti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(AGENPARL) - Roma, 17 mar - “Ho molto apprezzato la risposta del commissario europeo competente agli affari marittimi e alle coste, on. Damanaky, sul problema dei nostri balneari”. Cosi dichiara l’on Ignazio Abrignani di Forza Italia, capo delegazione italiana per la Camera dei deputati, all’incontro tenutosi oggi ad Atene tra le presidenze delle commistioni Europee, attività produttive, turismo, finanze e infrastrutture, in occasione della Presidenza greca dell’Unione Europea.

 

“Nel mio intervento ho segnalato la peculiarità delle coste italiane e la particolare storia del turismo balenare, messo in crisi dalla vecchia direttiva Bolkestein alla quale non doveva sottostare, nonché le iniziative da porre all’attenzione del governo italiano per superare tale crisi. La commissaria Damanaky ha ammesso le difficoltà da me poste ed ha confermato che, nella nuova direttiva in merito per il settore, ci sarà la via d’uscita per risolvere la situazione: meno vincoli stringenti e più attenzione alle specificità di ogni singolo Paese. Ritengo pertanto, - conclude Abrignani, - che il governo italiano non abbia a questo punto più alibi a risolvere tale situazione riprendendo la proposta emersa nel precedente governo dal tavolo convocato dal sottosegretario Baretta che invito pertanto a riconvocare immediatamente”.

26 Feb 2014

  

Il Presidente Papagni ha ricevuto messaggi di ricezione dalla Comunità Europea, riguardo la petizione presentata da Federbalneari Italia (in allegato la lettera inviata da Bruxelles). Da Strasburgo, dove il Vice Presidente del Parlamento Europe Roberta Angelilli, sta seguendo in prima persona la questione balneare, è partito l’iter nella Commissione per le petizioni che  si pronuncerà  per l’analisi del documento inviato da Roma secondo le modalità ed i tempi  indicati dalla Commissione Europea.

L’Azione di Federbalneari Italia è quella di procedere in modo determinato  sulla Comunità europea affinchè  dia indicazioni al Governo italiano  su cosa deve fare, non in termini politici ma in modo tecnico legale.

C’è poi la determinazione di un’azione strategica, a carattere strettamente turistico, che la Federazioni dovrà coordinare con l’azione delle Associazioni Territoriali  e del Governo per far esercitare il diritto, da parte delle imprese turistico balneari, di poter  usufruire di un investimento adeguato  alla propria organizzazione,  attraverso la costituzione di consorzi, gruppi e comparti organizzati. 

 

31 Oct 2012

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