news fino a settembre

news fino a settembre (4)

 

 

Il mondo degli operatori balneari sta attualmente affrontando una fase di delicato cambiamento di cui le questioni più urgenti da risolvere sono le seguenti:

 

1)      L’attuazione della Direttiva Servizi, conosciuta come Bolkestein, con la determinazione di criteri, modalità e competenze regionale.

2)      La determinazione della risoluzione dei canoni demaniali marittimi.

 

Partendo dal secondo punto, la questione del riequilibrio dei canoni demaniale  è  in fase di risoluzione con un provvedimento che la Camera dei Deputati dovrebbe approntare per la fine di luglio.  L’On. Silvano Moffa  Presidente dell’VIII Commissione, si è impegnato a presentare, infatti,  entro la fine di questo mese il Disegno di Legge  in sintonia con le Associazioni  di Categoria e con le forze politiche, Pdl, Pd, Udc ed altre.  La proposta prevede una sola aliquota che indica facile,  difficile  e pertinenza tutti allo stesso valore, fermo restando il valore dell’arenile alla vecchia quotazione. L’introito per lo Stato è fissato  a 120 m/€, cioè 20 % in più di  quanto introitato negli ultimi 3 anni.

 

Riguardo al punto uno, le posizioni delle rappresentanze degli operatori balenari sono ancora divise:

il 70 % vorrebbe la deroga alla Direttiva Bolkestein, il 30% non vuole certo una gara, ma un evidenza pubblica che consenta al Governo Italiano di rispettare i criteri della Comunità Europea e sostenere l’attuale struttura della Piccole e Media Impresa, per motli  casi a  conduzione familiare, dei concessionari.

Riguardo alla Deroga alla direttiva Bolkestien, le rappresentanze degli  operatori balenari si sono  presentate il 19 giungo a Bruxelles per incontrare  la Commissione per il Mercato interno dell’UE, ma il tavolo  non ha avuto gli esiti sperati poiché la Commissione UE ne ha respinto seccamente istanze e motivazioni.

 

FederBalneari ha prontamente inviato invece al Ministro al Turismo Gnudi una proposta ( vedi nota in alegato) che si articola sull'idea del “sotto soglia” di canone a partire da un tetto massimo di valore economico (molto alto e definibile in euro 40.000,00) con la definizione di un piano valorizzazione diretto al "miglioramento della qualità  “del bene in concessione". Tale proposta definirà una durata della concessione di circa 10 anni.

 

 

Il Ministro del Turismo e degli Affari Regionali On. Piero Gnudi ha dichiarato recentemente di aver  pronto il decreto sul post 2015 per le concessioni demaniali marittime italiane che il Governo avrà il compito di definire entro e non oltre il termine ultimo del 31 marzo 2013, in virtù del mandato conferitogli dalla Legge Comunitaria 2010.

 

FederBalneri sta lavorando ad una soluzione complessiva che possa mettere d’accordo tutte le rappresentanze di categoria e per questo è opprotuno effettuare  un’ulteriore valutazione che si basa su  un concetto fondamentale: l’elemento che deve andare all’evidenza pubblica è l’arenile, ovvero la proprietà demaniale, più alcune parti di murature che sono state incamerate dallo Stato. Ma l’azienda resta di proprietà del concessionario: parti mobili, cabine mobili, strutture mobili, l’organizzazione aziendale, il know how degli imprenditori e delle risorse umane, il marketing, la fidelizzazione del cliente e  le modalità lavorative.

Se il concessionario perderà la propria azienda per effetto dell’evidenza pubblica, dovrà essere indennizato del valore commerciale dell’azienda.  A tal fine il legislatore dovrebbe esssere consapevole che a bando non andrà solo l’arenile, ma l’azienda che avrà un significativo  valore diverso da  indennizzare, in funzione del proprio fatturato.

 

Se il Ministro riuscirà acodificare il valore commerciale dell’azienda e garanitre la buona uscita ai concessionari  per effetto dal bando di gara,  il problema   si potrà  considerare risolto.

 

 

  

Nel corso della Giornata dei Partners di Assobalneari Roma – Federbalenari Itlaia,  si torna a  parlare di  Bolkestein e di Europa. Presente il Vice Presidente del Parlamento Europeo,  Roberta Angelilli alla quale  Renato Papagni rivolge un appello,  consegnando la Petizione di Federbalneari Italia: l’Ue faccia rispettare le leggi italiane

Concessioni Pluriennali e Leggi n° 494/ 93 e 296/2006  FederBalenari Italia ha in casa le soluzioni  per risolvere i paradossi della Direttiva Bolkestein, della competività  internazione e del mercato unico, principio cardine dell’Unione Europea. Serve ora solo un passaggio, il confronto con chi rappresenta l’Europa. A questo ci ha pensato il Presidente Papagni che nel corso della Gironata dei Partners di Roma,  alle prese con gli sviluppi del Waterfront insieme al Sindaco Gianni Alemanno, non ha perso di vista la questione nazionale, invitando l’europarlamentare europeo Roberta Angelili ad aprire un confronto con il Commissario al Mercato interno Barnier ed i parlamentari di Strasburgo.

Consegnata la petizione elaborata dal’area legale di Federbalenari Italia che cerca di spiegare, oltre i confini nazionali, che in Italia un legge che disciplina le procedure per le modalòità dia giudicamento  e rinnovo dele concessioni c’è, è già prevede l’evidenza pubblica:

 

Questa legge - spiega il Presidente di Federbalenari Italia  Papagni- si ispira all'art. 18 del regolamento del codice della navigazione, per questo chiediamo al Governo italiano di rispettare una legge che c'e da 50 anni e di applicare la Direttiva Bolkestein in funzione dei business plan e degli investimenti che verranno presentati.

 

Entrando nei ndettagli dell’atto normativo, Lart. 03, comma 4bis, della legge n. 494/1993, introdotto dallart.1,comma 253, della legge n. 296/2006, stabilisce: le concessioni di cui al presente articolo possono avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in ragione dell'entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni.

  

A tal fine Federbalneari Italia chiederà all'Europa, con una petizione, consegnata direttamente al Vice  Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelili,  di imporre al nostro paese di rispettare le leggi in vigore, altrimenti sarà la stessa Italia  a cadere, nell'arco di 6 mesi, nuovamente in procedura  di infrazione.

 

 

Messaggio che l’On. Angelili raccoglie, condividendo la posizione dell Federazione Nazionale dei Balneari,

anche sui nuovi progetti di sviluppo per il turismo balneare: Serve un confronto costruttivo, per rendere l’Europa partcepe di questi nuovi progetti, come il Waterfront. L’Unione Europea è a favore di di grandi investimenti, e saranno propri questo tipo di attività a risolvere la questione della Direttiva Bolkestetin. Dichaira il Vice Presidente del Parlamento Europeo.

 

Il Waterfront  di Roma fa di apripista a una nuova stagione di sviluppo per il turismo balneare, o si cambia o si muore, ragionamento che non vale solo per il Mare di Roma ma per l’intero comparto turistico balneare.

FederBalneari Italia, infatti, propone al Governo di permettere agli operatori balneari che presenteranno un nuovo business plan entro il termine del 2015, di beneficiare della concessione demaniale da 10 fino a 30 anni, in funzione degli investimenti previsti nel piano, compresi, ovviamente, le opere esterne alla concessione, ovvero gli interventi pubblici ed i piani ambientali ( strade, lungo mare, ripascimento costiero, piani di sviluppo urbanistico, piani della costa, opere pubbliche comunque inserite nei piani turistici).

 

Coclude il Presidente Papagni: la chiave per risolvere la Bolkestein è rivoluzionare  i Distretti Turistici balneari con nuovi scenari di città. Solo rinnovando l’attuale offerta balneare, saremo in grado di attrarre il nuovo.

 

  

Con una nuova mossa la Federazione Nazionale dei Balneari scavalca il Governo chiedendo alUE, per mezzo di una petizione, di far rispettare le leggi 494/ 93 e 296/2006 che gia' disciplinano il comparto turistico balneare. Tra le proposte: rinnovo per 30 anni in relazione agli investimenti, evidenza pubblica per il restante 65 % delle coste italiane e allineamento dell'Iva al 10 %.

Balnearia 2013. Si è tenuta questa mattina alle ore 11:00 nella Sala Stampa di Carrara Fiere la Conferenza Stampa dal titolo Una petizione per lEuropa che FederBalneari Italia ha deciso di convocare per porre al centro del dibattito i rapporti del Governo italiano con lUE, ed il futuro, rimandato al 2020, delle imprese balneari.

Unoccasione importante per il confronto e lanalisi delle problematiche del comparto turistico balneare che,  secondo la Federazione Nazionale dei Balneari, non si possono risolvere chiedendo al Governo di uscire dalla Direttiva Bolkestein, ovvero  non applicare l'art. 12 della Direttiva n. 2006/123/CE.

 

La soluzione che FederBalneari Italia ha presentato ai media  sintetizza le istanze degli imprenditori balneari in funzione della politica europea di liberalizzazione e delle richieste di Bruxelles: far partire le procedure di evidenza pubblica fin da subito solo per le aree non in concessione, e di valorizzare, invece, il sistema di imprese che già sono sul mercato, permettendo loro di investire e restare competitive, con dei business plan da completare entro il 2015.

Ma c’è anche unaltra strada per salvare il comparto turistico balneare di cui è lo stesso Governo italiano il principale responsabile. Chiedere allUE di far rispettare le leggileggi 494/ 93 e 296/2006  per mezzo di una petizione che potrebbe far tornare la stessa Italia in infrazione, qualora non dovesse rispettare le norme in vigore.

Non possiamo aspettare che sia il Governo, ancora non formato, vada a rappresentare in Europa gli interessi degli imprenditori balneari, ci andremo direttamente noi, con lo strumento della petizione.- spiega il Presidente Renato Papagni.  L'Unione Europa, infatti, evidentemente  non è' a conoscenza del fatto che c'è già una legge in Italia che disciplina il settore balneare rispettando i principi del libero mercato:  Lart. 03, comma 4bis, della legge n. 494/1993, introdotto dallart. 1, comma 253, della legge n. 296/2006, stabilisce: le concessioni di cui al presente articolo possono avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in ragione dell'entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni.

 

Questa legge - spiega il Presidente Papagni- si ispira all'art. 18 del regolamento del codice della navigazione, per questo chiediamo al Governo italiano di rispettare una legge che c'e da 50 anni e di applicare la Direttiva Bolkestein in funzione dei business plan e degli investimenti che verranno presentati.

 

Per questo Federbalneari Italia chiederà all'Europa, con una petizione, di imporre al nostro paese di rispettare le leggi in vigore, altrimenti sara' la stessa Italia  a cadere, nell'arco di 6 mesi, nuovamente in procedura  di infrazione.

 

C'e' anche un'altra questione di fondamentale importanza per Federbalneari: l'allineamento dell'Iva al 10 %.

Il regime dellIVA previsto a livello nazionale, infatti, costituisce quanto meno unanomalia, se non addirittura una contraddizione, poiché invece di garantire competitività al settore, ne colpisce la crescita.

 

A differenza, infatti, degli altri segmenti imprenditoriali coinvolti nella filiera turistica (alberghi, campeggi, villaggi turistici, pubblici esercizi, eccetera) che scontano unaliquota IVA del 10 per cento, il comparto balneare viene assoggettato allaliquota ordinaria, pari al 21 per cento.

 

Un principio che appare discriminante, nel momento in cui la stessa normativa di regolamentazione del settore turistico (Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79) ha riconosciuto lazienda balneare quale impresa turistica a tutti gli effetti.

 

 

 

Il maxi-provvedimento contiene nell’art. 19, la sospensione del pagamento dei canoni fino al 15 Settembre 2013. Previsto, invece, per i primi di settembre,  il “Decreto del Fare 2”, che conterrà invece le nuove regole sulla determinazione del canoni demaniali.

 

 

 

Sì definitivo dell'Aula della Camera al Decreto del  Fare. Il testo è stato approvato con 319 sì, 110 no e 2 astenuti. Mercoledì il dl era passato in Senato. Il maxi-provvedimento contiene nell’art. 19 , la sospensione dei p pagamenti  dei canoni per le concessioni demaniali marittime fino al 15 Settembre 2013. Previsto, invece, per i primi di settembre,  il “Decreto del Fare 2”, che conterrà, invece, le nuove regole sulla determinazione del canoni demaniali.

 

 

 

Il Presidente Renato Papagni: “siamo molto soddisfatti di questo provvedimento, che inserisce il comparto turistico balneare all’interno dei settori in cui sono previste misure di crescita, come il sostegno del flusso del credito alle imprese.  Tra gli obiettivi del Decreto, anche lo snellimento della burocrazia. In questi termini il mondo balneare, e la stessa legge, sono ancora indietro.  Federbalneari Italia sta lavorando per inserire  già nel prossimo provvedimento,” il Decreto del Fare 2”, previsto per i primi di settembre, la proposta di Determinazione dei Canoni Demaniali, azione condivisa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Sotto Segretario Paolo Baretta, sta tenendo il Tavolo in merito  alle questioni del Demanio Marittimo. Semplificazione normativa e chiarezza di interpretazione sono la base per la stabilità e la crescita del comparto turistico balneare”.