12 Feb 2015

I balneari scrivono a Renzi Featured

  

I balneari scrivono a Renzi. Di seguito la lettera inviata al Premier ed al Sottosegretario Del Rio per spingere il Governo a muoversi sulla questione canoni. I Pertinenziali chiedono chiarezza sul perchè l'emendamento 10.30 è stato accantonato. Federbalneari è con loro.

Egr. Presidente,
Le scrivo a nome di circa 250 PMI che esercitano la propria attività su Demanio Marittimo Turistico-Ricreativo al fine di sottoporre alla sua cortese attenzione l’ormai ingestibile, e per diversi casi, fallimentare situazione scaturita dalla legge che dovrebbe determinare il calcolo dei canoni demaniali.

Dal 2007 con la Legge 296 comma 251, le nostre aziende sono giunte ormai sull’orlo del fallimento non per gestioni errate e mancanza di capacità imprenditoriale, ma perché la suddetta Legge ha disposto canoni insostenibili e sperequativi. Per riparare a tale errore, sono stati disposti dal 2007 a l 2013 diversi tentativi: protocollo Brambilla 2009, DL Moffa e altri 2012 (ancora fermo in Senato, Commissione Finanze).
Per questo motivo dalla primavera del 2013 abbiamo deciso di costituire un Coordinamento al fine di sensibilizzare la Politica sul tema. Con la nostra azione siamo riusciti a coinvolgere il Governo Letta che ha delegato il Sottosegretario Pier Paolo Baretta, il quale, compresa l’incongruità legislativa, si è adoperato in maniera seria e puntuale convocando quattro Tavoli Tecnci nel giro di tre mesi, esclusivamente sul tema dei maxi canoni.

Il Governo e il Parlamento hanno preso atto dell’errore e il Sottosegretario Baretta è pronto a proporre la Riforma dei Canoni incentrata su equità nel calcolo. Ma la tematica è stata inserita dentro il DDL che intende riformare complessivamente il Demanio Marittimo andando a complicare le cose. La questione della Direttiva Servizi, infatti, sembra aver bisogno di tempo per trovare soluzione, ma noi tempo non ne abbiamo più, le aziende stanno fallendo.

Nel DL 2083 in discussione in questi giorni nelle Commissioni riunite alla Camera, sono stati presentati 19 emendamenti pressochè eguali, ben sei da deputati del PD, 18 non sono stati ammessi per violazione del regolamento, mentre uno si è salvato ed è il 10.30 a firma Tancredi Pizzolante. In sintesi si propone di prorogare i pagamenti dei canoni per queste 250 aziende e sospendere gli atti amministrativi come le decadenze dei titoli concessori. In questo momento accantonato per riformulazione da parte del Governo.

Il Sottosegretario Baretta sta provando convintamente a trovare soluzione, ma il problema risulta essere, sempre, la copertura economica. Non crediamo che il punto sussista in quanto gli atti amministrativi non risultano una mancata entrata, mentre per i pagamenti si sostiene esclusivamente di prorogarli entro l’anno solare del 2015 in attesa che finalmente il Governo presenti il DDL di riforma dei canoni.

La questione economica crediamo sia veramente minimale, infatti gran parte di queste 250 aziende, tutte con ricorsi giudiziari pendenti, hanno ottenuto la sospensione ottenuta dal Giudice, Altre hanno presentato istanza per i commi 732 e 733 della legge 147/2014 e sono in attesa delle risposte, parte dei canoni sono stati pagati, molti concessionari hanno mutui aperti proprio per pagare i canoni e salvare il titolo. Quindi l’importo totale è esiguo e comunque non incassabile in quanto le aziende non hanno risorse economiche.

La invitiamo, dunque, a prendere in considerazione due aspetti: il primo sostenere il Sottosegretario Pier Paolo Baretta per riuscire a trovare la soluzione che permetta alle piccole e medie imprese che rappresentiamo di svolgere attività in modo sano fino alla prossima riforma. Sarebbe infatti paradossale non poter usufruire della riforma dei canoni sulla quale noi abbiamo lavorato, perché approvata dal Governo troppo tardi.

Il secondo aspetto che Le sottoponiamo è quello di stralciare la riforma dei canoni dal testo complessivo del Decreto Legge. Se è vero che il federalismo demaniale prevede un accordo Stato Regioni è altrettanto vero che la materia canoni è prettamente dello Stato, il ritardo sulla presentazione del DDL sarebbe un disastro in quanto il 15 settembre i Comuni dovranno spedire gli introiti di pagamento dei canoni e se per quella data la riforma non sarà stata fatta, un ulteriore anno solare non potrà essere normato dal nuovo calcolo.

Anche il Direttore del Demanio Ing. Roberto Reggi ha preso atto della situazione e dell’urgenza di attivare azioni normative e breve, anche perché i nostri ricorsi stanno arrivando a sentenza, dando ragione ai concessionari balneari, con restituzione di notevoli importi che potrebbero causare danni economici alla stessa Agenzia.
La salutiamo ringraziandola e chiedendole la possibilità di fissare un incontro con Suo rappresentante al fine di presentare la questione giudiziaria del nostro caso.

 

 

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