31 Jul 2017

Intervista al Presidente di Federbalneari Italia.

 

Il Presidente Renato Papagni: “L’approvazione della Legge è la vera soluzione. Quante altre storie dovremmo sentire ancora, per arrivare ad una decisione? La categoria ha un’opportunità per fare quel salto di qualità che manca, non rappresentiamobagnini ma imprenditori. Basta fare gli ostaggi della politica.

 

 

 

 

 

La proposta è nel suo complesso positiva e può rappresentare la soluzione per la Questione Balneare. La normativa è recepita favorevolmente da Federbalneari Italia, in quanto pone norme certe e consente un Piano di rilancio del Sistema Balneare. L’evidenza pubblica è prevista dalla normative italiane dal 1933, dal Codice della Navigazione nell’art.18, dalla Legge 494 del 1993, poi dalla 296 del 2006. Oggi con il riconoscimento della professionalità e del valore commerciale è molto vantaggioso, per l’attuale concessionario, permette di realizzare un Progect e presentare un business plan con un piano di ammortamento per 30, 40, fino a 50 anni. Tuttora l’aspetto negativo e che con i Decreti Attuativi non si ha la certezza che questi paramenti siano fissati nel provvedimento.

 

E’ vero, i tempi sono stretti ed ultimamente abbiamo assistito a dimissioni eclatanti, ma ho riscontrato da alcuni componenti della Commissione, nonché dal relatore On. Tiziano Arlotti (PD), che potrebbe anche manifestarsi a breve una DETERMINAZIONE per approvare la Legge. Ad oggi la darei con il 50% di probabilità. Purtroppo, le opposizioni fanno male a dire di ritirare la Legge, di certo si può intervenire e migliorarla. Trovo del resto molto scorretto comunicare alla pubblica opinione “poi ci pensiamo e vi daremo 30 anni a tutti”, non sappiamo bene chi sarà l’interlocutore di domani.  

 

Credo fermamente in questa Legge e son certo che l’approvazione possa rappresentare la vera soluzione. Quante storie ancora, dovremmo sentire, dai politici, politicanti di turno, per arrivare a una decisione definitiva ed a un provvedimento preciso che regolarizzi la complessa materia del demanio marittimo?

 

 Di certo, dobbiamo maturare una consapevolezza anche noi concessionari balneari, e mi rivolgo anche agli altri Presidenti delle diverse Categorie, per comprendere che non rappresentano “bagnini” ma Imprenditori, che gestiscono delle aziende importanti. Deve finire l’era del richiedere l’elemosina ai politici, Assessori, Sindaci che impostano le Campagne elettorali sulla pelle dei balneari. Sarebbe come essere ostaggi.

 

La politica farà finta di ottenere la proroga? Ed in modo definitivo farà dei balneari, una categoria di precari a lungo termine? Speriamo nell’approvazione di questa Legge.

 

 

 

 

 

 

 

Dobbiamo ammettere che questa stagione balneare sta andando bene, i numeri registrano una aumento di consumi e presenze del 20/25%, ma una rondine non fa primavera. Siamo fortunati che quest’anno le condizioni climatiche siano ottime, e al mare va bene. Per questo serve certezza di investimenti, regole che permettano investimenti a lungo termine e piani strategici, insomma, un Master Plan che comprenda Concessioni, Investimenti, Innovazioni di prodotto, certezze normativa, attenzione alla qualità ed Italian Style.

 

Ad Ottobre sarà campagna elettorale certa, come sempre vanno raccontarci storie, usando il metodo del Dividit et Impera.

 

Messaggio ai naviganti: “Vogliamo continuare a restare divisi?”. L’ho detto tante volte e non mi stancherò mai di ripetere: “ Bisogna metterci tutti intorno ad un tavolo”.  Però dicono che Papagni è arrogante e prepotente, forse perchè dice la verità, come stanno realmente le cose, e ciò ai nostri amici Presidente non piace.

 

Concludo con un esempio, raccontano della Spagna una storia non vera, si stratta di falso in Atto Pubblico, in quel caso gli stabilimenti con gli alberghi che insistono sulla linea di costa erano privati: il Governo Spagnolo li ha espropriati a costo zero ed ha concesso loro un periodo che vai dai 30 ai 70 anni come corrispettivo, Proprio come in Italia? No però la favola continua a girare. Politica male informata o in mala fede. Di certo mala informazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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