03 Mar 2016

" Il valore del mare” al prossimo appuntamento con il Ministro Costa

 

Federbalneari Italia comunica ufficialmente  che incontrerà il Ministro Costa  giovedì 10 marzo a Roma.Sul Tavolo i criteri per la definizione del valore d’azienda. Poi  di nuovo a Bruxelles per la petizione  IVA al 10%

 Si è tenuto oggi lunedì 29 Febbraio, ore 15.00 presso la Sala Bernini di Carrara il Convegno  Il valore del mare. Criteri di evidenza pubblica e premialità per le imprese balneari”. Al centro del  Meeting in cui erano presenti tutti i Rappresentanti Regionali di Federbalneari Italia , la definizione dei criteri  e  i metodi  di calcolo del “valore delle imprese balneari”

Un  ragionamento economico sul demanio marittimo è di stretta attualità in questo momento di incertezza normativa , con Strasburgo che indirizza l'Europa verso l'Evidenza Pubblica  ed  il Governo che ha annunciato per ottobre il prossimo Disegno di Legge di riforma del demanio marittimo. Serve chiarezza, al prossimo incontro con il Ministro Costa, fissato per giovedì 10 Marzo, Federbalneari Italia  presenterà un Documento Programmatico con i punti fondamentali per mettere ordine giuridico al comparto balneare.

Quanto valgono le imprese operanti sul demanio marittimo in scadenza di concessione? O meglio,  quali sono i criteri per il riconoscimento del valore delle aziende, quali parametri dovranno essere valutati per le procedure di evidenza pubblica, e come sarebbe calcolato l’indennizzo per il concessionario uscente. Lavorare sulla qualità dell’offerta turistica, contribuire al miglioramento del contesto urbano ed ambientale  in cui si opera,  possono essere considerate della chances, a favore degli attuali concessionari balneari, per l’ottenimento del rinnovo delle licenze?  Le scelte imprenditoriali possono essere considerate  un valore aggiunto?

 Il demanio è dello Stato ma l’azienda l’ha creata l’imprenditore turistico. L’impresa balneare  presenta asset tangibili ed intangibili, e poi gli investimenti, possono riguardare il demanio marittimo ed interventi di pubblica utilità, che devono essere riconosciuti nella valutazione del valore economico delle imprese balneari.

C’è una norma del Codice della Navigazione che considera questi concetti: l’art 18,  tutt’ora valido ed efficace nel quadro normativo nazionale, già prevede e disciplina una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzata da elementi di competitività  ed evidenza pubblica, così come l'Europa richiede agli Stati membri.

Un pool di esperti del settore sta lavorando su un modello finanziario certo,  su cui verranno effettuate simulazioni e prove su tutte le tipologie di impresa balneare.

Infine l’IVA al 10 %, è un altro dei punti cardine che la Federazione ha individuato come  priorità nel 2016.

 

Federbalneari Italia ha condotto uno studio diretto ad evidenziare l’impatto, in termini di gettito IVA, che produrrebbe una riduzione dell’aliquota IVA nel settore delle attività degli stabilimenti balneari dal 22 % al 10%.

La stima viene effettuata sulla base dei dati dell’Agenzia delle Entrate, disponibili per la dichiarazione 2006 e seguenti, con particolare riguardo alle macro – classi con classificazione ATECO del 2004 e non tutte le classi contemplate dalla tabella elaborata dall’ISTAT.

Tali macro – classi possono riferirsi anche a soggetti non strettamente connessi al settore del turismo ed alcune classi trascurate potrebbero includere, invece, alcune attività propriamente turistiche.

 

 

 

 

 

 

La riduzione dell’IVA per il comparto balneare (poiché viene calcolata sull’aliquota al 22%, dovrebbe attestarsi su 12 punti percentuali. Nei dati che verranno pubblicati domani si dimostrerà come  la riduzione di gettito fiscale che ne deriva avrebbe un impatto, in termini di costi, ampiamente neutralizzato e assorbito con una maggiore trasparenza fiscale e con emersione di base imponibile.

Federbalneari ha ottenuto da Bruxelles il riconoscimento della legge 296/2006 sulle concessioni ventennali. Ora si punta sull'Iva al 10%, che insieme  alla revisione dei canoni, equi e compatibili, sarà la scelta che metterà in condizioni di dare un futuro al turismo balneare.

 

 

 

 

 

 

 

 

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